Vitalizi, se passa legge per il ricalcolo D’Alema e Fini perdono 2.200 euro al mese, Marini 2.500 e Bertinotti 1.900

Quattromila euro mensili in meno per Publio Fiori, ex deputato Dc e poi An, oggi re dei vitalizi che riceve la bellezza di 10.131 euro al mese. Una perdita vicina ai 3mila euro al mese per l’ex presidente del Senato Nicola Mancino e per Clemente Mastella (che però ora ha l’assegno sospeso perché è stato rieletto sindaco di Benevento. E un salasso da oltre 2mila euro mensili per Massimo D’AlemaWalter Veltroni, Gianfranco Fini e l’ex segretario di Democrazia proletaria Mario Capanna. E’ il conto che pagheranno alcuni ex parlamentari tra i più noti se la legge Richetti sul ricalcolo con il sistema contributivo delle loro rendite sarà approvata dalla Camera e se poi riuscirà mai ad essere approvata dal Senato.

Il calcolo, spannometrico, l’ha fatto Il Giornale, applicando ai vitalizi dei big una decurtazione del 40%: questo perché il presidente dell’Inps, Tito Boeri, lo scorso anno aveva spiegato che “applicando le regole del sistema contributivo, oggi in vigore per tutti gli altri lavoratori italiani, all’intera carriera contributiva dei parlamentari, la spesa per vitalizi si ridurrebbe del 40% scendendo a 118 milioni. Risultato: il taglio retroattivo (i vitalizi concessi a partire dal 2012 sono già calcolati con il contributivo) impatterà più pesantemente sugli assegni più alti.

Come quelli di Mancino e Mastella, entrambi in Parlamento per 8 legislature, che prendono 6.939 euro al mese, ma anche dell’ex presidente del Senato Franco Marini, 6.457 euro dopo 6 legislature, di Ciriaco De Mita, che ha diritto a 5.811 euro mensili (ora sospesi perché è sindaco di Nusco), di Emma Bonino che ha fatto sette legislature e ne prende 6.715. Marini dovrebbe accontentarsi di 3.800 euro, De Mita di 3.480, la Bonino di un po’ più di 4mila euro.

Fausto Bertinotti, ex segretario di Rifondazione ed ex presidente della Camera, scenderebbe da 4.800 a 2.900 euro mensili, Nichi Vendola da 4.985 a 2.991. Quanto a Ilona Staller, in arte Cicciolina, deputata radicale dal 1987 al 1992, il suo appannaggio di 2.231 euro mensili calerebbe a 1.300 euro.

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