Vitalizi, pdl alla Camera. E ora tutti gridano all’incostituzionalità. Richetti: “C’è rischio, ma vedrà la Consulta”

Dopo anni di ritardi, mesi di polemiche e decine di proposte di legge, l’abolizione dei vitalizi è arrivata alla Camera. La discussione è in programma per le 15 di questo pomeriggio e nel giro di due giorni si dovrebbe arrivare alla prima approvazione. Ma il cammino per arrivare alla fine del privilegio è tutt’altro che semplice: in autunno dovrà esserci il via libera del Senato, che però, vicino allo scadere della legislatura, sarà ingolfato da numerosi provvedimenti. Intanto litigano un po’ tutti: da una parte il M5s rivendica la paternità del testo, dall’altra il deputato Pd Matteo Richetti se ne fa unico portavoce mentre dietro, nel suo stesso partito, non mancano i mal di pancia. La verità è che Matteo Renzi vuole incassare il risultato per poi sbandierarlo in campagna elettorale e portando via il testimone al Movimento 5 stelle. Non mancano però quelli che gridano allo scandalo, dicendo che il provvedimento nasce già incostituzionale. Tra gli altri, spicca il presidente della Toscana di Mdp Enrico Rossi: “Non mi piace”, ha detto su La7, “penso che ci siano motivi di incostituzionalità”.

M5s, Fico: “Chiudiamo una brutta pagina”
“Speriamo di portare a casa una battaglia che da cinque anni stiamo portando all’interno delle aule del Parlamento. Sarebbe una grande giornata”. Lo ha detto il parlamentare del Movimento 5 Stelle, Roberto Fico, in relazione alla legge sui vitalizi che sarà in discussione alla Camera oggi dalle ore 15. Fico, a margine di una conferenza stampa sull’accordo su Bagnoli, ha sottolineato che “è triste che si parli ancora di vitalizi nel nostro Paese ma questa è la classe politica. Oggi – ha concluso – cerchiamo di chiudere una brutta pagina della nostra storia”. Rispetto alla possibilità che alcuni esponenti del Pd si sfilano sul tema dei vitalizi, Fico ha affermato: “Sulla legge elettorale il Pd si è sfilato, spero che non accada”.

Richetti: “Ben vengano i voti del M5s, ma la battaglia sui vitalizi è del Pd”
Il nuovo responsabile della comunicazione del Pd e deputato Matteo Richetti ha iniziato da giorni la sua campagna per rivendicare paternità e iniziativa del Pd sulla materia. Richetti respinge l’accusa di “inseguire” il M5s: “Ma no, anzi. In questi giorni sto notando una santa alleanza, piuttosto curiosa. Chi non vuole rinunciare ai privilegi si sta alleando proprio con i populisti, ovvero i grillini, che non vedono l’ora di veder fallire questa legge per poi accusarci, in campagna elettorale, di non aver cambiato nulla. Ma io a questo gioco non ci sto. Il Pd combatte una battaglia che ritiene giusta. Se altri vogliono unirsi sono i benvenuti”. “Questa proposta – ribadisce – fa sul serio, mentre altre, come quella di Di Maio e Fraccaro, proprio no. E per questo, forse anche nel mio partito, c’è chi storce il naso. Ci saranno ricorsi, lo so. Ma se c’è un’ingiustizia, come quella di regalare 2.500 euro a qualcuno che ha messo piede in parlamento solo un giorno, il legislatore deve porvi rimedio”. C’è però il timore che la Consulta annulli tutto… “Il rischio c’è, ma io sulla Costituzione leggo che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge. E dunque tutti devono avere lo stesso trattamento, compresi i parlamentari. Se la Corte dirà che questa legge è incostituzionale se ne prenderà al responsabilità. Ma una resa preventiva non è possibile, altrimenti l’Italia non cambia mai”, conclude Richetti.

Pisicchio: “Un inedito connubio M5s-Pd per un provvedimento incostituzionale”
“Un inedito connubio tra Cinque Stelle e Pd oggi approverà un provvedimento, quello sui vitalizi, che tutti sanno essere incostituzionale, pensando di rincorrere la pancia del popolo del Web, che però non è il popolo italiano”. Lo afferma il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio. “È un provvedimento sciatto, privo persino del conto economico, pericoloso per gli italiani, perché anticiperebbe le mani in tasca a chi è già in pensione : se il principio si applica ai legislatori, perché non dovrebbe applicarsi anche a tutti gli altri? È un brutto spot fatto da chi, evidentemente, non deve pagare nessun pegno, perché riguarda gli ex parlamentari, mentre dal 2012, com’è noto, il sistema contributivo è in atto alla Camera”, aggiunge Pisicchio. “Se davvero si vuol fare qualcosa di senso, si applichi un tetto e si impedisca un cumulo. Ma in realtà non si vuole fare altro che cattiva propaganda. Capisco i Cinque Stelle, impegnati da tempo in una battaglia di delegittimazione della politica all’infuori del Movimento. Non capisco gli altri”, conclude.

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