Vaccini obbligatori, Zaia sospende la moratoria di due anni per le scuole. Soddisfatta Lorenzin: “Veneto si allinea”

Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha deciso di sospendere il decreto di moratoria di due anni per l’applicazione delle norme che introducevano l’obbligo delle vaccinazioni per l’iscrizione a scuola dei bambini fino a sei anni. “Apprendiamo con soddisfazione la decisione del Veneto di allinearsi alla normativa nazionale”, afferma il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in seguito alla decisione della Regione. Lei stessa aveva detto martedì scorso che il governo era pronto a impugnare il decreto. La scelta del Veneto di posticipare al 2019 l’obbligo di presentazione della documentazione vaccinale da parte dei genitori per poter iscrivere agli asili nido e alle scuole materne i propri figli era stata invece accolta con fare dalla Lega Nord e da Matteo Salvini in particolare, che aveva parlato di “obbligo sovietico.

L’inizio della vicenda è del 4 settembre, quando il direttore generale della Sanità del Veneto, Domenico Mantoan, aveva predisposto le “indicazioni regionali in regime transitorio di applicazione della legge Lorenzin”, la norma che stabilisce il divieto di frequentare asili nido e scuole d’infanzia per i bambini che non sono vaccinati. In queste indicazione era contenuta una moratoria del divieto di iscrizione, fino all’avvio dell’anno scolastico 2019-20, per i bambini da 0 a 6 anni che non siano vaccinati. Di fatto uno stop all’obbligo di vaccinazione. La struttura sanitaria veneta prendeva lo spunto da quella che viene definita una “vistosa incongruenza” tra due articoli della legge nazionale 119/2017 . In sostanza, in una parte della norma si afferma che la presentazione dei documenti è un “requisito di accesso”, ma in un altra si posticipa al 2019 l’obbligo, pena la “decadenza dall’iscrizione”. A Venezia affermavano che il dubbio induceva a rinviare tutto di due anni.

Zaia aveva inizialmente difeso la scelta e negato che la moratoria fosse un atto ostile nei confronti della linea decisa dal ministro Lorenzin. “Non facciamo questi provvedimenti per cercare la rissa o creare epidemie, li facciamo perché applichiamo la legge e secondo i miei autorevoli tecnici la nuova legge ci permette di mettere in piedi una moratoria affinché ci sia un atterraggio morbido rispetto a quanto previsto”, aveva spiegato martedì il governatore del Veneto. Per il ministro Lorenzin invece è un atto “irresponsabile“. “Ci riserviamo tutte le azioni di nostra competenza, il decreto del Veneto non è sostenibile. Se derogano di due anni, si assumono la responsabilità di quello che può accadere in ogni struttura e ai singoli alunni”, aveva detto al Corriere della Sera. Ora è arrivata la retromarcia dello stesso Zaia.

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