Vaccini, Istituto sanità dà parere favorevole alla riduzione di quelli obbligatori da 12 a 10

C’è il parere favorevole dell’Istituto superiore di sanità alla riduzione del numero di vaccini obbligatori del decreto Lorenzin da 12 a 10. A chiedere la consulenza era stata la stessa ministra della Salute Beatrice Lorenzin dopo che il Pd aveva proposto la modifica con un emendamento al testo. L’Iss dà il suo via libera alla riduzione, lasciando una offerta “attiva e gratuita”, da rafforzare, per 4 vaccini raccomandati: il Meningococco B e quello C, lo Pneumococco e il Rotavirus. Il testo, si legge nel documento “appare pienamente rispondente ad affrontare le problematiche epidemiologiche del Paese”. L’inclusione nell’obbligo per l’accesso a scuola di 10 vaccini, ovvero i 6 vaccini contenuti nella formulazione esavalente (polio, difterite, tetano, epatite B, pertosse ed emofilo di tipo B) e tetravalente (morbillo, parotite, rosolia e varicella) è giustificata dal carattere di urgenza ed emergenza dettata dal declino delle coperture vaccinali e dalla situazione epidemiologica nazionale come l’epidemia di morbillo. Per i 4 vaccini raccomandati nell’emendamento dal Senato, si legge nel parere “si ritiene comunque necessario rafforzare con norma di legge la raccomandazione già contenuta all’interno del piano nazionale vaccini per una offerta attiva e gratuita dei 4 vaccini, data l’urgenza di raggiungere e mantenere elevate coperture vaccinali, anche per far fronte a possibili eventi epidemici come, cita il parere, il focolaio regionale di malattia invasiva causata dal meningococco C.

Sul caso si era già espresso nelle scorse ore il presidente dell’Iss Walter Ricciardi: “Qualsiasi incremento della copertura”, aveva dichiarato, “è un successo di sanità pubblica. Però noi abbiamo sottolineato ripetutamente, e agiremo in continuità, che per noi le vaccinazioni che dovrebbero essere somministrate a tutti gli italiani sono 13, cioè va aggiunta anche l’anti-pneumococcica, perché in questo modo proteggiamo tutti i cittadini, ma soprattutto i bambini, praticamente dal 95% delle meningiti. Eticamente e scientificamente se abbiamo un vaccino disponibile lo dobbiamo somministrare”. La proposta di una parte dei dem ha fatto molto discutere dentro il partito. Si svolgerà questa sera al termine dei lavori d’aula l’assemblea dei parlamentari Pd e tra le altre cose si parlerà anche di questo emendamento. Già nelle scorse ore la ministra Lorenzin aveva criticato la scelta: “Io mi assumo le mie responsabilità, i senatori si assumano la responsabilità di scegliere se vogliono un vaccino o due in meno o in più. Questa è una responsabilità secondo me molto grande che si deve prendere in scienza e coscienza. Per quanto mi riguarda io la prendo solo in scienza”. La ministra ha quindi aggiunto: “Noi abbiamo fatto una lista che non è stata certamente redatta da me con criteri politici ma la lista mi è stata data dalle autorità sanitarie. Quando il provvedimento è andato in Senato ho detto che ero pronta a qualsiasi tipo di cambiamento e miglioramento del provvedimento per quanto riguardava gli aspetti politici. Sugli aspetti tecnici non posso fare una mediazione politica, sugli aspetti tecnici sono le autorità sanitarie che mi devono dire se si può fare o non si può fare”.

Contraria alla riduzione dei vaccini è la senatrice a vita, oltre che farmacologa e biologa, Elena Cattaneo: “Sarebbe”, ha detto all’agenzia Ansa, “una decisione priva di basi scientifiche. Confido che il parere potrà essere utile a superare i dubbi che ancora animano molti colleghi chiamati ad esprimersi sul decreto legge in discussione nel migliore interesse per i cittadini”. Per la Cattaneo “la possibilità di immunizzare la popolazione da un maggior numero di pericolose malattie, dovrebbe indurre a sfruttare e rendere il più diffusa e accessibile ogni conquista scientifica disponibile alla prevenzione vaccinale“. Critico invece il Movimento italiano genitori (Moige): “Denunciamo preoccupazione, timori, dubbi e sospetti verso il decreto Lorenzin”, ha dichiarato il direttore Antonio Affinita. “Il dl prevede tuttora dalla coercizione vaccinale, fino alla sospensione della patria potestà, contrariamente ai pronunciamenti della Corte costituzionale, alla Convenzione di Oviedo e alle Dichiarazioni universali dei diritti dell’uomo. Il valzer di dichiarazioni, sia del mondo della politica sia del mondo sanitario sui numeri della vaccinazioni obbligatorie manifestano come su questo tema ormai regna un sistema anarchico che non ha nulla di programmato e ragionato e che avrà un effetto boomerang sulle copertura vaccinali dei prossimi mesi. I genitori non accettano la roulette dei numeri sulla pelle dei loro figli”.

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