Vaccini, emendamento Pd per ridurre gli obbligatori da 12 a 10. Ma l’Istituto superiore della sanità: “Ne servono 13”

Un emendamento Pd al decreto Lorenzin sui vaccini vuole ridurre quelli obbligatori da 12 a 10: nel pacchetto sarebbero quindi eliminati (restando però tra i consigliati) quelli contro la meningite C e B. Contro la proposta la ministra della Salute, che ha chiesto il 3 luglio scorso un parere in merito all’Istituto superiore di sanità e al Consiglio superiore della sanità. “Qualsiasi incremento della copertura”, ha dichiarato il presidente ISS Walter Ricciardi, “è un successo di sanità pubblica. Però noi abbiamo sottolineato ripetutamente, e agiremo in continuità, che per noi le vaccinazioni che dovrebbero essere somministrate a tutti gli italiani sono 13, cioè va aggiunta anche l’anti-pneumococcica, perché in questo modo proteggiamo tutti i cittadini, ma soprattutto i bambini, praticamente dal 95% delle meningiti. Eticamente e scientificamente se abbiamo un vaccino disponibile lo dobbiamo somministrare. Questo sarà il nostro parere”.

La proposta di una parte dei dem sta facendo molto discutere dentro il partito. Si svolgerà questa sera al termine dei lavori d’aula l’assemblea dei parlamentari Pd e tra le altre cose si parlerà anche di questo emendamento. Già nelle scorse ore la ministra Lorenzin aveva criticato la scelta: “Io mi assumo le mie responsabilità, i senatori si assumano la responsabilità di scegliere se vogliono un vaccino o due in meno o in più. Questa è una responsabilità secondo me molto grande che si deve prendere in scienza e coscienza. Per quanto mi riguarda io la prendo solo in scienza”. La ministra ha quindi aggiunto: “Noi abbiamo fatto una lista che non è stata certamente redatta da me con criteri politici ma la lista mi è stata data dalle autorità sanitarie. Quando il provvedimento è andato in Senato ho detto che ero pronta a qualsiasi tipo di cambiamento e miglioramento del provvedimento per quanto riguardava gli aspetti politici. Sugli aspetti tecnici non posso fare una mediazione politica, sugli aspetti tecnici sono le autorità sanitarie che mi devono dire se si può fare o non si può fare”.

Contraria alla riduzione dei vaccini è la senatrice a vita, oltre che farmacologa e biologa, Elena Cattaneo: “Sarebbe”, ha detto all’agenzia Ansa, “una decisione priva di basi scientifiche. Confido che il parere potrà essere utile a superare i dubbi che ancora animano molti colleghi chiamati ad esprimersi sul decreto legge in discussione nel migliore interesse per i cittadini”. Per la Cattaneo “la possibilità di immunizzare la popolazione da un maggior numero di pericolose malattie, dovrebbe indurre a sfruttare e rendere il più diffusa e accessibile ogni conquista scientifica disponibile alla prevenzione vaccinale“. Critico invece il Movimento italiano genitori (Moige): “Denunciamo preoccupazione, timori, dubbi e sospetti verso il decreto Lorenzin”, ha dichiarato il direttore Antonio Affinita. “Il dl prevede tuttora dalla coercizione vaccinale, fino alla sospensione della patria potestà, contrariamente ai pronunciamenti della Corte costituzionale, alla Convenzione di Oviedo e alle Dichiarazioni universali dei diritti dell’uomo. Il valzer di dichiarazioni, sia del mondo della politica sia del mondo sanitario sui numeri della vaccinazioni obbligatorie manifestano come su questo tema ormai regna un sistema anarchico che non ha nulla di programmato e ragionato e che avrà un effetto boomerang sulle copertura vaccinali dei prossimi mesi. I genitori non accettano la roulette dei numeri sulla pelle dei loro figli”.

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