Vaccini, decreto in discussione alla Camera: verso la fiducia. “Possibili miglioramenti, ma non c’è più tempo”

Dopo il via libera del Senato, è in corso alla Camera l’esame del decreto per l’obbligatorietà dei vaccini per l’iscrizione a scuola. Il provvedimento è attualmente in discussione in commissione Affari sociali, dove sono stati presentati oltre 200 emendamenti: il testo dovrebbe arrivare in Aula mercoledì 26 luglio (16.30) e il governo ha intenzione di porre la fiducia. “Alcuni miglioramenti sarebbero stati possibili”, ha detto il presidente dell’organismo Mario Marazziti, “ma la fiducia che il governo porrà per l’avvicinarsi della scadenza del decreto, a causa delle sei settimane in cui il provvedimento è stato al Senato, non lo rendono oggi possibile”. Marazziti ha anche spiegato che sono state cancellate le audizioni previste “per dare tempo alla discussione e alla votazione degli emendamenti. Il provvedimento è stato ampiamente studiato e cambiato al Senato e ciò ha tolto alla Camera la possibilità di dare un contributo ulteriore. Qualsiasi cambiamento metterebbe in crisi il provvedimento stesso”.

Secondo il relatore Federico Gelli (Pd), “alcuni cambiamenti potevano produrre un miglioramento del testo, ma crediamo che al Senato sia stato raggiunto un buon equilibrio. Toccare qualcosa adesso significherebbe mettere a rischio l’approvazione del provvedimento”. Gelli ieri ha dato parere contrario agli emendamenti presentati al decreto e l’intenzione, afferma, “è di esprimere parere negativo anche per gli altri. Il decreto scade il sei agosto e mettere in discussione il lavoro fatto in Senato ci è sembrata un’operazione da non perseguire. Queste sono le motivazioni che ci spingono ad approvarlo come è”. Resta però la possibilità “di trasformare alcuni emendamenti in ordini del giorno”. La fretta è condivisa anche dalla sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Sesa Amici: “Non avrebbe alcun senso rinviare ulteriormente l’approvazione di un provvedimento che punta esclusivamente a tutelare la salute dei cittadini. Il governo è assolutamente convinto della necessità di convertire rapidamente alla Camera il decreto-legge sui vaccini, evitandone la decadenza”.

Critico il Movimento 5 stelle che invece avrebbe voluto più tempo per la discussione e che, con una nota scritta dai deputati M5s in commissione a Montecitorio, ha dichiarato: “Dopo il relatore al decreto vaccini, Gelli, oggi anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Sesa Amici ha, indirettamente, avvalorato l’opportunità di intervenire alla Camera sul provvedimento”. Quindi l’accusa al governo: “Un intervento che però non avverrà per la totale chiusura del governo, preoccupato più per suoi equilibri interni che della qualità del provvedimento. Questa mattina infatti il sottosegretario ha ammesso che il sistema della decretazione crea un iter ‘inaccettabile’, in base al quale un testo può essere modificato solo in uno dei due rami del Parlamento, mentre l’altro è costretto alla mera ratifica”. E la conclusione: “E’ una chiara ammissione del fatto che sul provvedimento sarebbero stati opportuni ulteriori correttivi. Una consapevolezza che in Parlamento abbiamo in molti, trasversalmente, dal momento che il testo è costruito oggettivamente male e presenta evidenti profili di incostituzionalità. Gli strascichi di questo lavoro approssimativo saranno ben visibili nei prossimi mesi”.

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