Vaccini, decreto al Senato. Pregiudiziali di costituzionalità respinte. La Lega prova col voto segreto, governo pronto a fiducia

Il decreto vaccini – tra polemiche, proteste, cambi di rotta e dopo il parere della commissione Bilancio – è arrivato alla prova dell’Aula del Senato. Le prime votazioni hanno respinto le 5 pregiudiziali di costituzionalità, presentate da alcuni gruppi di opposizione, ma sulle quali hanno espresso voto contrario non solo i partiti di maggioranza ma anche i tre gruppi berlusconiani di Forza Italia, della Federazione per la Libertà di Gaetano Quagliariello e del gruppo Gal. Il testo vede la contrarietà di tutte le minoranze, compreso il gruppo dei verdiniani di Ala. Nel frattempo la Lega Nord sta raccogliendo in Aula le firme per chiedere il voto segreto su alcune parti del decreto. Secondo l’Ansa hanno firmato anche esponenti di Sinistra Italiana. Nel caso in cui la richiesta di voto segreto venisse presentata ufficialmente, il governo potrebbe chiedere il voto di fiducia, autorizzata nella riunione di ieri del consiglio dei ministri. I senatori di Forza Italia che si erano detti disposti a votare il testo nel caso non fosse stata chiesta la fiducia si dovrebbero riunire verso le 19 per decidere il da farsi.

Mentre l’assemblea di Palazzo Madama si avvia a una lunga discussione – salvo colpi di scena, cioè l’eventuale questione di fiducia, colpo in canna del governo – fuori hanno organizzato un sit-in le associazioni contrarie al decreto: tra queste il Moige, il movimento dei genitori, e i “free-vax”.

Tra le ultime modifiche della commissione, la principale riguarda la riduzione del numero di vaccinazioni obbligatorie, passate da 12 a 10: polio, difterite, tetano, epatite B, pertosse, emofilo di tipo B, morbillo, parotite, rosolia e varicella. A queste, poi, se ne aggiungono altre quattro consigliate attivamente dalle Asl: anti-meningococco B e C, anti-pneumococco e anti-rotavirus. Sono state diminuite anche le sanzioni ai genitori che non vaccinano i figli ed è stato tolto il riferimento al rischio della perdita di responsabilità genitoriale (quella che una volta si chiamava patria potestà).

Tra gli emendamenti approvati nei giorni scorsi, uno prevede la possibilità, per i medici, di somministrare i vaccini in farmacia. Una decisione che vede medici e pediatri contrari. La mossa del governo, prima annunciata dalla ministra della Salute Beatrice Lorenzin poi smentita e infine nuovamente confermata, ha suscitato anche le perplessità di Asl e scuole: “Tra liste d’attesa e formazione delle classi, rispettare le scadenze sarà un problema”. Senza contare le proteste e manifestazioni no-vax contro le vaccinazioni che i contrari definiscono “indiscriminate”: l’ultima domenica scorsa.

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