Totò Riina, la relazione dei medici: “Il boss rischia una morte improvvisa”. I legali: “Non ci capisce più cosa diciamo”

La “cardiopatia” di cui soffre Totò Riina lo “espone costantemente” al “rischio di una morte improvvisa“. È quello che scrivono i medici dell’ospedale di Parma nella relazione depositata nel processo milanese che vede il capo dei capi di Cosa Nostra imputato per le minacce nei confronti del direttore del carcere di OperaGiacinto Siciliano. I giudici della sesta sezione penale sono ora in camera di consiglio per decidere, anche sulla base di quella relazione, se disporre o meno una perizia sulla capacità del boss di stare nel processo.

Le minacce al direttore del carcere erano state registrate dalle cimici della Dia che avevano intercettato i dialoghi del capo dei capi durante l’ora d’aria con il codetenuto Alberto Lorusso. Dialoghi durante i quali Riina aveva avanzare minacce anche nei confronti del pm Antonino di Matteo L’indagine sulle minacce a quest’ultima è stata archiviata alcune settimane fa. e del fondatore di Libera, don Luigi Ciotti.

Lo scorso 27 giugno, invece, i giudici della sesta sezione, presieduta da Raffaele Martorelli, avevano accolto un’istanza dei legali Luca Cianferoni e Mirko Perlino, stabilendo che il carcere di Parma (dove Riina è in ospedale in regime detentivo) avrebbe dovuto trasmettere al Tribunale di Milano “con la massima sollecitudine“, oltre alle cartelle cliniche, anche una “breve relazione sanitaria” sulle condizioni “di salute” del boss mafioso “soprattutto con riferimento” alla sua “capacità di stare in giudizio”.

Relazione, poi trasmessa e firmata dal primario dell’ospedale Michele Riva, nella quale si parla appunto del “rischio di una morte improvvisa“, oltre che di un “paziente fragile” e “dall’ eloquio scadente“. Oggi la difesa del boss ha insistito sulla sospensione del processo milanese per l’incapacità dell’imputato di stare in giudizio. “Non capisce più e noi non capiamo cosa dice“, ha spiegato il legale Perlino. Lo scorso 7 luglio la stessa relazione medica era stata prodotta dai legali di Riina al processo aperto davanti al tribunale di Sorveglianza di Bologna che deve decide se concedere al boss mafioso il differimento della pena per motivi di salute.

Il collegio presieduto da Antonietta Fiorillo si è riservato nella decisione. Nell’emettere la sua sentenza dovrà tenere conto della recente pronuncia della Cassazione su un ricorso di Riina: la Suprema Corte aveva affermato l’esistenza di un “diritto a morire dignitosamente” e aveva scritto che il tribunale, nel motivare il precedente diniego, aveva omesso “di considerare il complessivo stato morboso del detenuto e le sue condizioni generali di scadimento fisico”

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