Terremoto, lo scandalo degli sms solidali per Amatrice: la denuncia del sindaco

La denuncia del sindaco Pirozzi: “Dal governo norme inutili”. I 33 milioni raccolti destinati ad altre opere

La denuncia del sindaco di Amatrice scuote la festa di Atreju 2017. «Nemmeno un euro – dice Sergio Pirozzi- dei 33 milioni che gli italiani hanno donato attraverso sms da 2 euro l’uno o attraverso bonifici di solidarietà è finito a beneficio delle popolazioni terremotate di Amatrice, Accumoli, Arquata o Pescara del Tronto e degli altri comuni terremotati il 24 agosto 2016».

Parla di fondi utilizzati per tutt’altro scopo, di gestione scandalosa delle offerte via sms, perfino di denaro inizialmente destinato a fare una pista ciclabile nelle Marche, in un paese non compreso nelle zone devastate dal sisma. Se la ciclovia è stata bloccata dopo le proteste, sono rimasti 7 eliporti notturni, una grotta nelle terme e, nel Lazio, alcune scuole in comuni che non rientrano nel cratere.

«La destinazione di quei fondi – afferma Pirozzi- è stata decisa da una commissione di saggi che tanto saggi non sono. Io credo che dopo averli usati così bisogna chiedere scusa agli italiani». E il sindaco spiega che la grande solidarietà degli italiani per le popolazioni colpite dal sisma si è scontrata con decisioni amministrative che provocano nei donatori rabbia e sfiducia nelle istituzioni. Perché il «giallo» degli sms si aggiunge al calvario imposto ai comuni disastrati con i provvedimenti del governo sulla ricostruzione, «fatti male e inutili, perché ispirati dai vari clientes di riferimento».

Per Pirozzi, con la gestione delle donazioni degli sms «si sta dando un messaggio profondamente sbagliato. Perché penso che tante persone in quelle giornate e quelle settimane intendevano dare un aiuto diretto a persone e paesi che vedevano devastati. Il fatto di non indirizzarli là è devastante, perché poi la gente non crede più a nulla».

Per la vicenda delle Marche la polemica è scoppiata a luglio, anche con interrogazioni parlamentari, quando nell’elenco dei primi progetti di ricostruzione finanziati con un piano di 17,5 milioni di euro degli sms solidali si è scoperto che l’Ufficio ricostruzione di Macerata aveva inserito 5,5 milioni per costruire il primo tratto di una pista ciclabile tra Civitanova Marche e Sarnano. Una scelta troppo «turistica», per i comitati terremotati, ma difesa da Regione e sindaci interessati nel nome del turismo come opportunità di ripartenza. Non era il solo intervento contestato: 1,5 milioni per 7 elisuperfici attrezzate per voli notturni; 5 milioni per ammodernamento Valdaso tratto Comunanza – Ponte Maglio e 3 milioni per il recupero della grotta sudatoria di Acquasanta Terme, chiusa da 20 anni e non danneggiata dal sisma. «Insomma di 17,5 milioni di euro, 15 andrebbero per opere che non riguardano i terremotati», attaccava uno dei coordinatori dei comitati dei terremotati, Francesco Pastorella. Chiedeva al comitato dei garanti di non approvare le proposte della regione Marche, che avrebbe utilizzato il 70 se non l’80% delle donazioni per opere «che non c’entrano nulla con il dramma del terremoto, mentre la regione Umbria destina il 90% dei fondi degli sms solidali al sociale e alle popolazioni colpite».

Ad agosto, altra denuncia per quasi 4 milioni di euro degli sms che sarebbero stati assegnati dalla Regione Lazio alle scuole di comuni fuori dal cratere. Ad esempio, alla scuola di Poggio Bustone circa 2 milioni e 700 mila euro, a quella di Collevecchio oltre un milione, a quella di Rivodutri 192 mila euro. Anche in questo caso a protestare è stato il Coordinamento del Comitato Terremoto Centro Italia, pure con una petizione online.

«Troppe scelte scellerate – dice Pirozzi al Giornale- che provocano disaffezione nella gente. Per la pista ciclabile ci hanno messo una toppa, ma è una cosa grave. Le scuole laziali? Ce ne sono alcune in comuni, come Collevecchio, che non hanno avuto danni e sono fuori dal cratere. E dire che il cratere è stato allargato già a cani e porci. L’edilizia scolastica non si fa con le donazioni per i terremotati. Questo comitato dei saggi doveva garantire e invece…».

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