Strage di Bologna, parla il ministro Galletti: i parenti delle vittime escono dall’aula del consiglio comunale

L’associazione dei familiari delle vittime della strage della stazione di Bologna, di cui oggi ricorre il 37esimo, ha lasciato l’aula del consiglio comunale di Bologna prima che il ministro Gian Luca Galletti, in rappresentanza del Governo, prendesse la parola. “Non abbiamo niente contro Galletti – ha detto il presidente Paolo Bolognesi – ma rappresenta un governo scorretto”. Bolognesi è anche deputato del Partito democratico. In precedenza il sindaco Virginio Merola aveva detto durante l’introduzione alle commemorazioni: “Non permetteremo che si litighi tra noi”. Secondo l’associazione dei familiari il governo non ha mantenuto alcune promesse. “Oggi – ha detto Merola – c’è contrarietà tra noi e tocca al ministro Galletti per dovere istituzionale prendersi le critiche che inevitabilmente ci saranno. Facciamo queste critiche, consapevoli che vogliamo rafforzare le istituzioni del nostro Paese”.

Prima dell’ingresso nell’aula del consiglio, il presidente dell’associazione familiari delle vittime Paolo Bolognesi e il ministro Galletti si sono salutati in modo cordiale, stringendosi la mano. Nella sala era già entrato il procuratore Giuseppe Amato, presente dunque, dopo che il sindaco l’aveva invitato a partecipare alla cerimonia a Palazzo D’Accursio: la Procura è nel mirino dell’Associazione per la decisione, negli scorsi mesi, di chiedere l’archiviazione dell’indagine sui mandanti. Nei giorni scorsi Amato aveva lasciato intendere che non sarebbe stato in piazza, ritenendo che la presenza della Procura non sarebbe stata “apprezzata”.

Sotto il profilo processuale, intanto, sono già un’ottantina i familiari di vittime della strage del 2 agosto 1980 che chiederanno di costituirsi parte civile contro Gilberto Cavallini, l’ex Nar per cui la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per il concorso nell’attentato: in via definitiva sono stati condannati Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini. L’udienza preliminare è in programma ad ottobre. Hanno già deciso di chiedere di essere parte civile anche la Regione Emilia-Romagna e la presidenza del Consiglio dei ministri. I familiari delle vittime parteciperanno inoltre come persona offesa all’udienza sulla richiesta di archiviazione dell’inchiesta sui mandanti della Strage, fissata per il 26 ottobre, decisione contestata dai familiari dei morti di Bologna.

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