Sondaggi, M5s e Lega frenano con le trattative per il governo. Ma mantengono i consensi del boom post-elezioni

https://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2018/04/13/index-centrodestra-675.jpg

Sono soprattutto i 5 stelle a sentire, nei sondaggi, lo stallo post-elettorale. A più di un mese dal voto e con il secondo giro di consultazioni ormai concluso senza risposte chiare, le rilevazioni di questi giorni registrano per la prima volta una frenata del Movimento. Secondo Swg per Il Messaggero, il calo è del 2 per cento rispetto a una settimana fa e porta Luigi Di Maio e i suoi al 32,6 per cento, quindi in linea con i risultati del 4 marzo. Chi ha votato il M5s vuole un governo, in gran parte con la Lega (55 per cento degli elettori). La Lega invece continua crescere (più 1 per cento, al 23,5), mentre Forza Italia arresta il crollo registrato dopo il voto e torna sopra il 10 per cento. Il calo dei 5 stelle è più contenuto (-o,2) secondo Index Research per Piazzapulita, che registra un anche un leggero calo della Lega (meno 0,1 per cento, al 22,9) ma conferma la risalita di Forza Italia, che guadagna lo 0,2 e arriva all’11,8 per cento. Riparte anche Fratelli d’Italia, che conquista lo 0,3 per cento e torna sopra la soglia del 4%.

Nel campo del centrosinistra, il Partito democratico sembra avere ormai alle spalle il momento orribile. Per Index i dem salgono al 18,3 per cento, con il pallottoliere che segna una lieve crescita (più o,1), prima volta dopo il voto. Più marcato l’aumento registrato da SGW, un più o,3 per cento che porta Martina e i suoi al 19,3. Stabili i partner elettorali del Pd, con Insieme e Civica Popolare che restano ancorati allo 0,4 per cento e Più Europa ferma all’1,8 (il 4 marzo era arrivata al 2,5 per cento). La coalizione guadagna lo 0,1 per cento rispetto a una settimana fa (21,3 per cento nel complesso). Stabile al 2 per cento Liberi e Uguali, che SGW registra invece in crescita dello 0,2 per cento.

Dopo il primo balzo in avanti dei due vincitori, i sondaggi mostrano un appiattimento dei valori. Se si dovesse tornare a votare oggi, la situazione non muterebbe nei fatti: nessuno avrebbe una maggioranza e si andrebbe incontro a un’altra fase di trattative. Un dato che spinge i partiti a trovare un’intesa. Gli atteggiamenti dei diversi corpi elettorali sul rebus di governo registrati da SGW sono disomogenei. Il 55 per cento di chi ha votato il Movimento è favorevole a un governo con la Lega, mentre solo il 7 per cento di loro accetterebbe un accordo con tutto il centrodestra. Rimane in piedi, per il 2o per cento degli elettori 5 stelle, la possibilità di un andare con il Pd e Liberi e Uguali.

L’elettorato di Salvini è diviso tra la formula che comprende solo il movimento di Luigi di Maio (32 per cento) e quella che allarga a tutto il centrodestra (36). Fermissimi sulle posizioni del leader gli elettori di Forza Italia: quasi uno sue due (il 47 per cento) vede con favore un governo 5stelle-centrodestra, mentre solo 3 su 100 vorrebbero un esecutivo senza Berlusconi. C’è anche un 14 per cento degli elettori forzisti d’accordo a un’intesa del centrodestra con il Partito democratico. Gli elettori dem rifiutano in gran parte questo scenario (favorevole solo il 7 per cento) e sono divisi tra l’ipotesi di un governo istituzionale (25 per cento) o quello di scopo per una nuova legge elettorale (27 per cento). I più contrari a queste due ipotesi sono gli elettori dei 5 stelle: solo 8 su cento vorrebbero esecutivi di questo tipo, opzioni invece caldeggiate da chi ha votato Fratelli d’Italia (a favore il 46 per cento).

 

 

 

 

 

L’articolo Sondaggi, M5s e Lega frenano con le trattative per il governo. Ma mantengono i consensi del boom post-elezioni proviene da Il Fatto Quotidiano.

Condivi la notizia con i nostri bottoni social

Ti serve un nuovo hosting hosting? Solo 1.99€/mese e dominio gratuito!

La tua prima VPS? 1 CPU, 1G Ram e 100Hb disk SSD con traffico illimitato? Solo 8.33€/mese!