Si chiama ‘assegno di reinserimento nella vita lavorativa’: è la liquidazione da sultani che portano a casa i trombati e gli ex parlamentari. Oltre al lauto vitalizio

Ammonta a 26 milioni circa la buonuscita totale per gli ex deputati e senatori che non sono stati rieletti. Una sorta di liquidazione.


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Più formalmente denominato “assegno per il reinserimento nella vita lavorativa”. Più o meno novemila euro per ogni anno in parlamento. Più o meno, quindi, quarantacinquemila euro a legislatura. Soldi trattenuti ogni mese dalla busta paga di 10.400 euro lordi dei parlamentari. Soldi che possono essere reclamati in anticipo o a fine legislatura.

Ma, come spiega lo stesso Giornale, va chiarito quindi che la cifra viene finanziata dagli stessi contributi dei parlamentari senza veri oneri a carico del bilancio dei due rami del Parlamento. Sono 567 i senatori e i deputati che riceveranno questo “assegno di reinserimento”. Per un totale, approssimativo, di circa 26 milioni. Ma bisogna tener conto anche dei parlamentari che hanno alle spalle più legislature come Angelino Alfano – che incasserà o ha già incassato 180mila euro –  Rosy Bindi (270mila), Carlo Giovanardi (315mila), Denis Verdini (135mila alla Camera, 45mila al Senato), Beppe Fioroni (198mila).