Renzi: “Report? Follia, querelo. Il Fatto Quotidiano? Chiederà scusa in tribunale”. Travaglio: “E’ lui che ci diffama”

“Cose” come l’inchiesta di Report sulla vicenda Unità-Eni “meritano solo la firma di una querela”, il Fatto Quotidiano talvolta diventa il Falso Quotidiano, Marco Travaglio chiederà scusa in tribunale. E’ la battaglia tra l’ex presidente del Consiglio e candidato alla segreteria Pd Matteo Renzi e giornali e tv e in particolare il Fatto e Report. A Otto e mezzo le domande si concentrano, necessariamente, sui casi che coinvolgono Renzi, i suoi collaboratori, i suoi familiari. A partire dal presunto “scambio tra salvataggio e appalti in Kazakistan” raccontato dall’inchiesta del programma di Rai3. L’ex capo del governo conferma più o meno quello che aveva annunciato il suo avvocato: “Penso che Bonifazi abbia già querelato. È pura follia, l’unica risposta a questa cosa è una firma sotto una querela”. Ma poi c’è ancora la vicenda Consip. Renzi se la prende in particolare con il Fatto: “Una volta al giorno anche Travaglio può dire una cosa giusta. Travaglio talvolta fa ‘il Falso quotidiano’ e io dei falsi non mi interesso, deve chiedere scusa, lo farà in tribunale” da dove “è scappato” – secondo Renzi –  invece di arrivare a una “conciliazione” in cui “mio padre gli chiedeva 300mila euro”. Paolo Mieli, presente in trasmissione, ha ricordato a Renzi che Travaglio è “intellettualmente onesto” e che le principali inchieste nei confronti dei Cinquestelle sono partite proprio dal Fatto Quotidiano.

Travaglio: “Grave sprezzo del ridico, della verità e del diritto”
Il direttore del Fatto, in ogni caso, ha anche replicato parlando all’Ansa: “Con grave sprezzo del ridicolo, il signor Matteo Renzi a Otto e mezzo tenta di spostare l’attenzione dalle indagini – che coinvolgono suo padre e vari suoi amici – sul Fatto quotidiano, che ha l’unico torto di raccontarle”. “Con grave sprezzo della verità – aggiunge – il signor Renzi sostiene che mi sarei sottratto a un’udienza di conciliazione nella causa civile intentata da suo padre al Fatto quotidiano e al sottoscritto per alcuni articoli che riferivano spiacevoli (per lui) verità: si trattava invece di un’udienza di comparizione delle parti, che richiedeva esclusivamente la presenza degli avvocati. Con grave sprezzo del diritto, infine, il signor Renzi dimostra una scarsissima conoscenza della giurisprudenza (in cui peraltro risulterebbe laureato), asserendo che io sarei ‘scappato’ dal Tribunale di Firenze. Si informi presso i suoi avvocati o si trovi qualcuno che capisca di leggi e scoprirà che nelle cause civili non è prevista la presenza dei denunciati, ma solo dei loro avvocati, trattandosi di processi che si celebrano in camera di consiglio sulla base di atti scritti”.

Travaglio conclude ricordando di avere “una lunga esperienza di cause civili, intentatemi da personaggi ben più preoccupanti di lui e del suo babbo, per esempio dal suo co-riformatore costituzionale Silvio Berlusconi – continua Travaglio – che a suo tempo ci provò più volte e uscì regolarmente sconfitto”. “Non ho avuto paura dei Berlusconi, dei Dell’Utri, dei Previti – dichiara il direttore del Fatto – figurarsi se mi spaventano le minacce di questo bulletto e della sua famigliola. Quando sarà denunciato da me e dal Fatto quotidiano, da lui diffamato come ‘Falso quotidiano’, non mi meraviglierò della sua assenza dal tribunale né lo accuserò di ‘scappare’: preferirò credere che abbia finalmente deciso di mantenere la leggendaria promessa di ritirarsi a vita privata in caso di sconfitta al referendum costituzionale. Sconfitta che, casomai gli fosse sfuggita, si è verificata il 4 dicembre scorso”.

Renzi: “Su Consip i Cinquestelle giochino pulito”
Sulle conseguenze politiche del caso Consip, invece, l’ex segretario democratico si rivolge ai Cinquestelle: “Se vogliono attaccarmi giochino pulito, per il resto mi sono rivolto ad un avvocato per valutare querele. È finita la parte di quello che sta buono e zitto, andremo in tribunale a dire quello che bisogna dire”. Quanto all’aspetto giudiziario in senso stretto “noi non abbiamo alcun tipo di problema: si vada a sentenza. Io ridirò sempre che bisogna rispettare il lavoro dei giudici e si vada a sentenza”. Renzi sottolinea in ogni caso che “se c’è stata una falsificazione di prove è una cosa grave ma non vivo di complotti. Era qualcuno di prima che faceva polemiche contro magistrati, io sono un uomo delle istituzioni, non ho mai proferito una parola contro i magistrati, lo riterrei infamante e non metterei in discussione la fedeltà dei Corpi della stato. Mi sentirei un omuncolo se oggi dicessi ‘avete visto che è successo…’”.

Condivi la notizia con i nostri bottoni social

Ti serve un nuovo hosting hosting? Solo 1.99€/mese e dominio gratuito!

La tua prima VPS? 1 CPU, 1G Ram e 100Hb disk SSD con traffico illimitato? Solo 8.33€/mese!