Renzi: “Report? Follia, l’unica risposta è querelare. Travaglio e Fatto Quotidiano? Chiederanno scusa in tribunale”

“Cose” come l’inchiesta di Report sulla vicenda Unità-Eni “meritano solo la firma di una querela”, il Fatto Quotidiano talvolta diventa il Falso Quotidiano, Marco Travaglio chiederà scusa in tribunale. E’ la battaglia tra l’ex presidente del Consiglio e candidato alla segreteria Pd Matteo Renzi e giornali e tv. A Otto e mezzo le domande si concentrano, necessariamente, sui casi che coinvolgono Renzi, i suoi collaboratori, i suoi familiari. A partire dal presunto “scambio tra salvataggio e appalti in Kazakistan” raccontato dall’inchiesta del programma di Rai3. L’ex capo del governo conferma più o meno quello che aveva annunciato il suo avvocato: “Penso che Bonifazi abbia già querelato. È pura follia, l’unica risposta a questa cosa è una firma sotto una querela”. Ma poi c’è ancora la vicenda Consip. Renzi se la prende in particolare con il Fatto: “Una volta al giorno anche Travaglio può dire una cosa giusta. Travaglio talvolta fa ‘il Falso quotidiano’ e io dei falsi non mi interesso, deve chiedere scusa, lo farà in tribunale” da dove “è scappato” – secondo Renzi –  invece di arrivare a una “conciliazione” in cui “mio padre gli chiedeva 300mila euro”. “Alla politica – aggiunge l’ex segretario democratico – Ai Cinquestelle dico che se vogliono attaccarmi giochino pulito, per il resto mi sono rivolto ad un avvocato per valutare querele. È finita la parte di quello che sta buono e zitto, andremo in tribunale a dire quello che bisogna dire”. Quanto all’aspetto giudiziario in senso stretto “noi non abbiamo alcun tipo di problema: si vada a sentenza. Io ridirò sempre che bisogna rispettare il lavoro dei giudici e si vada a sentenza”.

Renzi sottolinea in ogni caso che “se c’è stata una falsificazione di prove è una cosa grave ma non vivo di complotti. Era qualcuno di prima che faceva polemiche contro magistrati, io sono un uomo delle istituzioni, non ho mai proferito una parola contro i magistrati, lo riterrei infamante e non metterei in discussione la fedeltà dei Corpi della stato. Mi sentirei un omuncolo se oggi dicessi ‘avete visto che è successo…’”.

Mentre in commissione alla Camera si sta formando una larghissima maggioranza a favore del proporzionale e contro il Mattarellum (oggi ha ceduto anche la Lega Nord) Renzi conferma che sull’eliminazione dei capilista bloccati “sono serio, a noi va bene qualsiasi legge elettorale che ci venga proposta in modo serio: noi abbiamo perso il referendum, ci hanno bocciato il Mattarellum e l’estensione dell’Italicum al Senato… Non li chiamerò più accozzaglia, mi scuso, ma questa vasta coalizione ci faccia una proposta ed il Pd la vota”. “Il resto sono chiacchiere – conclude – Sono bravi solo a dire no, a mugugnare, non a fare proposte“.

L’intervista di Lilli Gruber ha toccato anche altri temi, come l’ipotesi (per ora solo giornalistica) che Carlo Calenda, ministro per lo Sviluppo, diventi il leader del centrodestra. “Ci siamo scritti ieri sera – racconta Renzi – I rapporti non sono deteriorati, secondo me sarebbe un’ottima idea per il centrodestra lui come leader, non so quanto per Calenda. Io lo stimo ma non sempre sono d’accordo con lui”.

E c’è spazio perfino per il “tema della settimana”, cioè l’agnello, dopo che sia Silvio Berlusconi sia Laura Boldrini ne hanno adottati alcuni facendo appello alla rinuncia alla carne durante le festività pasquali. “È una tradizione famigliare a cui non vengo meno – dice Renzi – Non amo moltissimo l’agnello ma non sono d’accordo quando la politica strumentalizza le scelte personali, anche il pranzo di Pasqua. Coldiretti ha lanciato l’hashtag ‘salva un pastore’ e la trovo un’ottima idea. Io mangio la carne, se qualcuno mi tocca la fiorentina mi arrabbio ma rispetto le scelte degli altri. Di animali in politica ce ne sono già tanti evitiamo altre querelle”.

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