Renzi: “Chi va a Palazzo Chigi lo decidono i voti degli italiani, non i giornalisti e neanche le speranze dei militanti”

La legge elettorale, le polemiche, gli avversari, i vaccini e il suo futuro, su cui non ci saranno novità di rilievo. Nella tappa di Agerola (Napoli) del tour per la presentazione del suo libro Avanti, Matteo Renzi ha parlato di tutto, dalla cronaca alla politica. “Chi va a Palazzo Chigi lo decidono i voti degli italiani, non i giornalisti e neanche le speranze dei militanti” ha risposto a chi gli chiedeva se fosse disposto a fare un passo indietro come possibile capo del governo. “Ho fatto il premier con tanti che pensavano a farmi le scarpe, perciò vi chiedo di dare il massimo appoggio a Gentiloni” ha aggiunto il segretario del Pd. Che poi è tornato sulle polemiche relative alla nuova legge elettorale: “Il premio alla coalizione? E’ un dibattito assurdo, il premio c’è già al Senato ed il Mattarellum prevede comunque un premio”. Renzi successivamente ha promesso accelerazioni: “Dopo le ferie bisogna andare ad un accordo che comprenda tutte le forze politiche. Noi – ha aggiunto – abbiamo fatto diverse proposte, ma ce le hanno bocciate tutte. Ora, se ci sono proposte di altri noi siamo pronti a discutere“.

L’ex premier non ha mancato di dire la sua sulla questione vaccini, attaccando al contempo chi è contro la nuova legge approvata ieri in via definitiva dal Parlamento: “Quando sento un comico genovese che insulta la memoria di Rita Levi Montalcini – ha detto – quando insulta la memoria di Veronesi, quando si permette dire che i vaccini fanno male io dico che serve coerenza. La legge approvata ieri – ha aggiunto – è un piccolo passo avanti, non una soluzione definitiva. Dunque, vergogna per chi ha aggredito i nostri deputati e solidarietà a loro”. L’attacco più forte nei confronti del Movimento 5 Stelle, però, Renzi lo ha riservato quando si è trattato di esprimere un parere sull’azienda dei trasporti di Roma: “Nell’Atac i grillini, che dovevano fare la rivoluzione, invece fanno come gli altri, anzi peggio – è stata la critica – Raccomandando gli amici degli amici. Noi non prendiamo lezioni di moralità da quelli che hanno due morali”. Sempre sul tema avversari, l’ex sindaco di Firenze ha scherzato (ma non troppo) sul presunto avvicinamento tra Massimo D’Alema e Silvio Berlusconi: “Hanno ripreso a telefonarsi. Allora è amore vero…” ha sottolineato Renzi, prima di sottolineare subito dopo che la sua altro non era che una battuta. Non poteva mancare un passaggio sulla vicenda migranti. Per il segretario del Pd la questione è chiara: “O ci danno una mano i Paesi dell’Unione europea a gestire il flusso di immigrati oppure dal 2018 noi smettiamo di dare i soldi” ha detto, che poi ha precisato come la sua non sia una minaccia “ma dico o i Paesi dell’Est ci danno un aiuto oppure smettiamo di dare loro i soldi che gli servono per costruire magari i muri”.

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