Rai, bocciato il piano informazione del dg Antonio Campo Dall’Orto

Il piano informazione messo a punto dal dg della Rai Antonio Campo Dall’Orto è stato bocciato dal consiglio di amministrazione di Viale Mazzini. Con numeri chiari: favorevole il consigliere Guelfo Guelfi, Fortis e Freccero astenuti, contrari tutti gli altri, compresa la presidente Rai Monica Maggioni. Non un fulmine a ciel sereno, specie dopo le parole del consigliere Rai Paolo Messa, che abbandonando in anticipo i lavori del cda aveva in qualche modo anticipato la decisione. “Non credo giovi alla Rai un conflitto permanente ed una situazione di sostanziale paralisi” ha detto Messa. Che poi ha spiegato i motivi di una sfiducia ormai insanabile: “In questi mesi ho rappresentato una posizione critica sulla gestione aziendale e in particolare sulle vicende che sono state oggetto di una delibera dell’Anac – ha sottolineato – Purtroppo le mie critiche e le mie proposte non hanno trovato riscontri. Credo sia un dovere anche per rispetto dello stesso Campo Dall’Orto – ha aggiunto – trarne le conseguenze ed ammettere che sono venute a mancare le condizioni a base del rapporto di fiducia con il direttore generale”. Tradotto: Antonio Campo Dall’Orto è ormai solo in viale Mazzini, sensazione poi confermata dalla bocciatura del suo piano informazione.

Non era una novità, del resto, che il cda di oggi fosse vissuto come una sorta di ultima spiaggia dal direttore generale voluto da Matteo Renzi, con cui i rapporti però sembrano essersi irrimediabilmente raffreddati. Troppi i nodi da sciogliere, arrivati al pettine proprio con il no del consiglio d’amministrazione in calce al piano del dg. I consiglieri avevano chiesto a Campo Dall’Orto strategie e scelte “giuste, utili e possibili” per dire sì al suo progetto di rilancio. Una dialettica che rientra all’interno di un rapporto ormai compromesso, che oggi si è rotto definitivamente – come sottolineato da Messa – anche per la questione Anac. I consiglieri, infatti, la scorsa settimana avevano spiegano di voler conoscere a fondo i documenti che i vertici hanno mandato al presidente dell’Autorità anticorruzione in merito ai rilievi mossi dalla stessa authority sul reclutamento di Genseric Cantournet (capo della Security che nel frattempo si è dimesso) per leggere nero su bianco quanto è stata pagata l’agenzia che ha fatto la selezione e in quali condizioni la selezione si è svolta. Poi, come detto, il piano informazione, in cui a quanto pare erano presenti  alcune correzioni in relazione ad accorpamenti e alla riduzione delle reti, oltre alla nomina di Milena Gabanelli alla direzione della nuova Rai web che dovrebbe chiamarsi rai24.it. Su questa nomina esistono forti contrarietà. La redazione, che dovrebbe essere composta da circa 160 giornalisti, compresi quelli che attualmente lavorano al sito di Rainews e al Televideo, avrebbe il compito di rilanciare l’offerta digitale, ancora non in linea con le potenzialità del servizio pubblico. Non tutti i consiglieri vedono di buon occhio la nascita di una nuova testata, a meno che prima non ne vengano soppresse altre. Ritengono, infatti, che un tale percorso non sia in linea con la nuova convenzione decennale. Nell’ultima riunione del consiglio si è preferito rinviare la riunione, ma ora i nodi sono venuti al pettine.

Tornando alla vicenda di Genseric Cantournet, va ricordato che il direttore della security Rai si è dimesso il 12 maggio dopo mesi di aspre polemiche, fuori e dentro il consiglio di amministrazione, accentuate dalle dichiarazioni del presidente dell’Autorità Raffaele Cantone che aveva parlato di un proprio fallimento sulla Rai. La nomina di Cantournet era tra quelle contestate perché viziata da conflitto di interesse, in quanto nella società che aveva svolto la selezione aveva un ruolo il padre del dirigente. Al momento di accettare le dimissioni, il direttore generale aveva ringraziato il direttore della security per “il suo prezioso lavoro svolto in questo anno, esercitato sempre con competenza, passione e grande professionalità”. Considerando la delicatezza dell’incarico, gli aveva anche chiesto di rimanere al suo posto per il tempo necessario alla ricerca del sostituto. Per tentare di chiarire la situazione dopo le parole di Cantone, il dg Antonio Campo Dall’Orto e la presidente Monica Maggioni lo avevano recentemente incontrato, producendo alcune memorie. Il caso Anac aveva anche acceso il dibattito nelle ultime riunioni del cda, dopo la presentazione di un dossier proprio da parte del consigliere Paolo Messa. Le dimissioni, però, non hanno rasserenato il clima. E oggi a Campo Dall’Orto è stato presentato il conto da pagare.

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