Primarie Pd, il giorno del voto con l’incognita affluenza: “discreta” a Milano e Bologna. Catanzaro, non apre un seggio

Il popolo dem al voto per le primarie del Partito democratico nella sfida a tre fra l’ex premier Matteo Renzi, il guardasigilli Andrea Orlando e il governatore della Puglia Michele Emiliano. Occhi puntati sui seggi, allestiti soprattutto nelle sezioni locali del Pd e nei 10mila gazebo, per monitorare l’incognita affluenza: il partito spera in almeno un milione di partecipanti. Nel 2013 furono quasi tre milioni. Si vota dalle 8 di mattina e alle 20, presentando documento d’identità e tessera elettorale. Chi non è iscritto al Pd deve anche versare un contributo minimo di 2 euro. Possono partecipare i cittadini italiani che hanno più di 16 anni, i cittadini dell’Unione Europea residenti in Italia e tutte le persone che hanno un permesso di soggiorno.

“Le primarie restituiscono potere ai cittadini” è l’appello di Renzi, che rivendica la capacità del Pd di “discutere, partecipare, votare”.”Grazie ai volontari che aprono i seggi delle primarie: comunità generosa e appassionata. Viva la democrazia”, ha twittato l’ex premier a pochi minuti dall’apertura dei seggi. “Non si decide solo chi guiderà il Pd, si decide anche tra centrosinistra o un’alleanza con Berlusconi“, dice invece Orlando. Per Emiliano “non è detto che Renzi vinca” e promette in ogni caso di rendergli dura la strada.

Emiliano su Facebook: “Evitare mercimonio” –  “Invito tutti a sorvegliare attentamente per evitare ogni forma di mercimonio intorno alle elezioni primarie. Come sempre succede mi arrivano segnalazioni in tal senso e vi ricordo che potete filmare con il telefonino qualunque scena sospetta sulla quale effettuare nuovi accertamenti”, scrive su Facebook il governatore pugliese. “In questi casi – avverte – potete anche richiedere l’intervento delle forze dell’ordine se ritenete che siano state commesse irregolarità”. “Il rispetto della legalità e delle regole – aggiunge Emiliano – è fondamentale”. “Questa bacheca – conclude – è a disposizione per le segnalazioni”.

A Roma rubati i gazebo a Piazza Bologna e Termini – “Alle 7.30 il presidente di seggio è arrivato a piazza Bologna e si è accorto che il gazebo non c’era più”. Marco Giordano, attivista del Pd, racconta così alla Dire del furto subito. Il gazebo per votare alle primarie “era stato montato nella notte, per assicurare che alle 8 fosse tutto pronto per aprire le votazioni. Invece stamattina era sparito. Allora ho fatto un giro di telefonate e un compagno che aveva un gazebo a disposizione lo ha portato qui” ed è stato possibile votare come previsto. Stessa situazione a piazza dei Cinquecento, davanti alla Stazione Termini: stamattina il gazebo del Pd non era più al suo posto. All’inizio “hanno cominciato a votare appoggiati su una macchina – racconta Giordano -poi ho portato le bandiere del Pd per far capire alla gente dove andare”.

Aprono i seggi. Discreta affluenza a Milano e Bologna – Seggi aperti e affluenza definita “discreta” a Milano. Al seggio Cam Garibaldi di Milano Centro, quello in cui ha votato il sindaco Beppe Sala, alle 9 avevano votato una sessantina di persone. Affluenza giudicata “buona” anche al vicino, storico circolo Aldo Aniasi, sempre in Corso Garibaldi. Nella prima ora hanno votato una ventina di persone. Le votazioni sono cominciate con un’affluenza abbastanza sostenuta anche a Bologna. In alcune sezioni del centro, come al Passepartout e al circolo di via Belle Arti, ci sono state code e, per il momento, l’affluenza sembra in linea con le ultime primarie.

Mancano gli scrutatori in un seggio a Catanzaro: non si vota – Mancano gli scrutatori e uno dei seggi aperti a Catanzaro per le primarie del Pd non apre. È successo nel circolo del popoloso quartiere di Santa Maria. Sulla porta del circolo, poco dopo le 9, è stato affisso un cartello con la scritta “seggio non disponibile” e l’indicazione dei seggi aperti in altre zone della città. “Gli scrutatori, della mozione Renzi e Emiliano – ha detto il segretario del circolo e presidente di seggio Maurizio Caligiuri, della mozione Orlando – non ci sono e non si sa perché. Dai vertici del partito non ho avuto alcuna indicazione. Senza di loro non posso firmare il verbale di insediamento e non posso fare votare i cittadini”. Presente al circolo anche uno dei candidati della mozione Orlando, Roberto Guerriero. “Ci viene impedito di aprire il seggio – ha detto – è una vergogna e la gente se ne sta andando”.

Si vota anche all’estero – Aperti i seggi anche all’estero per eleggere il sesto segretario del partito democratico. Si vota per esempio al Circolo Pd Maurizio Valenzi di Tunisi, dalle 10 alle 19. In Tunisia nel voto riservato agli iscritti al partito alcune settimane fa Renzi aveva raccolto il 79% dei consensi, Orlando il 15%, mentre a Emiliano non era andato alcun voto.

Pd, il giorno delle primarie al minimo storico. Per la prima volta meno di due milioni al voto

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