Pd, Renzi: “Referendum? Dopo sconfitta le più belle telefonate ricevute sono state di Salvini e Landini”

“Di solito, per il calcio, si parla di ‘ex di turno’. Io invece sono l’ex di tutto.Io cercavo di eliminare le poltrone del Senato, del Cnel, dei Consigli Regionali e l’unica poltrona che è saltata è la mia. Ma se ora mi votano alle primarie del Pd, ripartiamo”. Esordisce così l’ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in una lunga intervista a Rtl 102.5. Diverse le stoccate da lui riservate al M5S e agli scissionisti: “Dopo quello che è accaduto nel Pd in questi mesi, tra fuoriuscite, polemiche e tensioni, è naturale che la partecipazione alle primarie potrebbe essere più bassa. Ma mettiamo che ci saranno, pessimisticamente, un milione di votanti: sarebbero sempre 999.999 persone in più di quelle che decidono in Forza Italia e nel M5S. In FI decide uno, nel M5S fanno finta di avere la democrazia diretta, ma in realtà è una democrazia eterodiretta”- continua – “tanto è vero che, quando si candida qualcuno e non possa, rifanno le Comunarie. Se Grillo dice contro i vaccini e le mammografie, lo decide lui, non una comunità di 5 Stelle. Uno vale uno un corno. Noi invece siamo una grande esperienza democratica”. E aggiunge: “Per cambiare l’Europa ci vogliono i partiti e il Pd serve proprio per cambiare l’Ue e l’Italia. Certo, quando vedi che persone come Macron fanno certi risultati… io sconsigliai a Emmanuel di lasciare i socialisti, invece ha funzionato ma con il 23 per cento. Non sono mai stato tentato di fare un mio partito, resto nel Pd. Chi sputa nel piatto in cui mangia si deve vergognare. Mi vien da ridere perché io col 40% sono andato a casa, e in Francia col 23% vanno al ballottaggio. Il sistema francese funziona e il nostro progetto era quello: semplificazione. Ma forse non sono stato bravo a spiegarmi, abbiamo perso il referendum e la palude ha trionfato. Ora quelli del No facciano una proposta, la sindrome del “vai avanti tu che mi scappa da ridere” deve finire”. Inevitabile la menzione del caso Consip: “Se fosse vero che sono state costruite prove false contro mio padre, sarebbe di una gravità inaudita e saremmo alla pazzia. Se qualcuno ha falsificato le prove, deve pagare. Il rapporto personale con mio padre sono fatti miei. L’ho tirato fuori una sola volta, quando Grillo ha fatto una battuta molto spiacevole umanamente. E al signor Grillo ho detto che, prima di entrare nei rapporti umani tra padre e figlio, si deve sciacquare la bocca“. Battuta al vetriolo anche per D’Alema: “Per quanto riguarda la parte giurassica, ahimè, D’alema se n’è andato dal Pd. Berlusconi? La sua operazione con l’agnellino è stata un’operazione di marketing straordinaria e geniale. Io non mi sento un agnellino della politica e francamente l’idea di essere in braccio a Berlusconi mi darebbe un po’ di preoccupazione. Il mio rapporto con Berlusconi è inesistente da mesi, dopo che venne meno all’impegno di sostenere le nostre riforme. L’ultima volta l’ho chiamato io, quando si sentì male. Credo molto nei rapporti personali. Dopo il referendum, alcune delle telefonate più belle che ho ricevuto sono state di miei avversari politici, come Maurizio Landini e Matteo Salvini. Quando sui social vedi commenti che augurano malattie, hai davanti un monnezzaio vergognoso”

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