Pd lancia “Democratica”, il quotidiano di Matteo Renzi. Abbandonata “L’Unità”. Staino: “Hanno fatto tutto di nascosto”

Un nuovo quotidiano in casa del Partito Democratico, dove in realtà c’è già L’Unità. Quello nuovo però è di chiara matrice renziana e non è in vendita, ma digitale. Si chiama Democratica, è diretto da Andrea Romano, già condirettore de L’Unità con Sergio Staino, e curato dalla redazione di Unità Tv. In pratica il nuovo giornale di partito, che sarà soprattutto il giornale del segretario. Intanto la storica testata fondata nel 1924 da Antonio Gramsci non è in edicola da settimane e il direttore Sergio Staino attacca: “Hanno fatto tutto di nascosto, il partito ci ha abbandonato”.

“Sarà strumento di intervento nella discussione pubblica e mezzo di informazione e discussione per iscritti, simpatizzanti, amministratori e dirigenti del Pd – si legge nella nota diramata in mattinata dal partito – si tratta del primo caso in Italia di un quotidiano politico, digitale e multimediale che viene diffuso gratuitamente. Ogni giorno, nel primo pomeriggio, Democratica sarà disponibile sui social, sul sito del partito e di unita.tv e sulla app Bob“. L’iniziativa fa parte della nuova strategia comunicativa lanciata dal segretario dopo la rielezione, che include la piattaforma BobOre 9, trasmissione web in cui tutti i giorni un dirigente Pd fa la rassegna stampa dei giornali e dà la linea della giornata”, e Terrazza Pd, approfondimeto delle 18.30 in diretta web tutti i giorni dal Nazareno sui principali argomenti dell’attualità.

La linea editoriale? “Democratica nasce per essere la voce del PD – si legge in un mini-editoriale dal titolo “Perché Democratica” che illustra le linee programmatiche del quotidiano – un quotidiano digitale e multimediale, gratuito e diffuso a metà giornata attraverso tutti i nostri canali social. Un luogo virtuale ma concreto, da costruire insieme a voi”. E L’Unità che fine fa? Perché il Pd non continua a utilizzare la sua testata storica per informare i suoi iscritti? Sui social qualcuno si chiede: “E’ impossibile utilizzare quella testata – spiega il direttore a La Repubblica – perché è prigioniera di un socio privato che ha congelato la situazione. Come soci di minoranza stiamo dando tutta la nostra solidarietà ai colleghi. Ma intanto, inizia questa nuova avventura”.

Intanto l’odissea del quotidiano non conosce fine. L’unica certezza è che non è in edicola da settimane: “Non mi hanno detto nulla, hanno fatto tutto di nascosto – attacca Staino – mentre chiedevo incontri ai rappresentanti del Pd, nel frattempo stavano preparando questa nuova iniziativa, proprio con colui che era il mio condirettore e che avevo allontanato perché rappresentava l’antigiornalismo in persona. Mi ha fatto difficoltà ogni volta che c’erano da pubblicare pezzi critici nei confronti di Renzi”.

“D’altronde è stato Renzi a chiamarmi dicendomi che voleva un giornale non sdraiato sul Pd, ma che favorisse il confronto – prosegue Staino – ora invece fanno la velina della direzione che diventa il giornale di partito. Poteva dire semplicemente: ‘ho cambiato idea’. Perché non ha lasciato Erasmo D’Angelis? All’inizio il giornale aveva quelle caratteristiche. Mi ha chiamato per un giornale aperto e ora fa questo senza dirmi nulla?”.

“Ufficialmente c’è ancora L’Unità, io sono ancora il direttore, ma in realtà non c’è nulla – dice ancora – i giornalisti sono fermi in attesa di notizie, e il Pd ci ha abbandondato di fatto. A maggio non hanno pagato gli stipendi, a giugno nemmeno. C’era un accordo per la cassa integrazione per procedere alla ristrutturazione. Adesso non si sa più nulla, è una cosa stupefacente. Non credo, onestamente, che si possa risolvere nulla, perché da parte del Pd c’è un cambio di prospettiva”.

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