Pd, il candidato alla segreteria di Ancona pubblica video omofobo. “Indegno di rappresentare la sinistra, si ritiri”

Razzista, sessista, destrorsa e ora anche omofoba: nel nuovo Pd la deriva da uscita reazionaria non si ferma più. L’ultima segnalazione riguarda un video che fa la parodia dei gay e a realizzarlo è stato Fabio Ragni, giovanissimo e candidato renziano alla segreteria del Pd di Ancona. Si chiama “Acqua di Frogio” e Ragni, studente di giurisprudenza a Bologna e membro dei Giovani democratici della Marche con velleità di regista e segretario, lo ha realizzato con gli amici dell’università. Voleva essere (forse) una goliardata e invece ha indignato la comunità gay e i militanti Pd, tanto da essere costretto a ritirarlo. Come spesso succede però è stato salvato per tempo, in questo caso dalla redazione di Gaypost.it che lo ha diffuso nuovamente a imperitura memoria.

Il filmato dura cinque minuti e inanella una serie di stereotipi, volgarità e civetterie sugli omosessuali degni dei peggiori B-move anni Settanta: il protagonista conduce una vita monotona, rimarcata dal bianco e nero, solo e senza chances in amore finché non prova l’acqua di Frogio, che dà il titolo al video, elisir che lo trasforma di colpo in un carismatico e attraente omosessuale mentre il mondo intorno a lui si colora all’improvviso. Una scritta introduttiva si premura di negare ogni intento offensivo e motiva l’opera come un modo come un altro di “fare una pausa di studio, facendosi un po’ di risate”. Peggio delle gag sono le scritte e i titoli di coda che recitano – ad esempio – “con la collaborazione di Saro brutto racchio, ma c’ho il cazzo che è n’batacchio“. E ancora: “Con il patrocinio di Arcifrogi”. C’è anche l’autoironia verso il partito, se qualcuno mai volesse tirare in ballo la questione: “Un  ringraziamento particolare al finanziatore del filmato. Matteo Renzi con i suoi 80 euro“.

Sulla pagina facebook di Fabio Ragni si materializzano le proteste. Scrive un utente: “Se il rinnovamento generazionale e di idee è in mano a uno che passa i suoi giorni a pensare, progettare e realizzare stupidi video parodie sui gay vecchie di trenta-quaranta anni fa, vien voglia di sperare che i dinosauri della politica campino almeno per un altro secolo”. Furiosi alcuni militanti Pd: “posso assicurarti che il tuo video non è ironico né divertente ma offensivo e denigratorio. Lo sconcerto è vedere che sei candidato alla Segreteria provinciale del Partito di Ancona”. Sono intervenuti anche alcuni ‘big’ del partito: l’europarlamentare Daniele Viotti lo ha invitato a prendersi “un anno sabbatico” e fare volontario in associazioni Lgbt, mentre il sottosegretario Ivan Scalfarotto dice: “Se un iscritto del Pd in gioventù avesse postato in rete dei contenuti apertamente razzisti, dubiterei moltissimo della sua idoneità a ricoprire incarichi direttivi nel partito”.

A notte fonda l’autore si scusa e sostiene che era un video di tre anni fa, senza dire perché lo ha postato proprio ora ma ammettendo che sia di cattivo gusto. Seguono post solidali di amici e parenti. Alla fine, domenica mattina, Ragni interviene anche attraverso il Corriere Adriatico: “Ho fatto una cavolata senza se e senza ma, ma è una goliardiata universitaria. Non ho giustificazioni”. Il quotidiano marchigiano parla anche di un video riguardante Zio Paperone antisemita, che il candidato Pd bolla come un semplice “doppiaggio a un cartoon”. 

Ha gioco facile, a questo punto, il sito Gaypost a rigirare il coltello nella piaga di un Pd afflitto dall’emersione continua di posizioni politiche e pulsioni individuali totalmente slegate dalla realtà sociale e dalla sensibilità ai temi etici e civili da partito di centro-sinistra. A suon di scivoloni social (“Aiutiamoli a casa loro”), uscite autolesionistiche (è di Ancona il consigliere poi espulso che avrebbe suggerito a suo figlio di prendere meglio la mira contro Carlo Giuliani), passando per le dichiarazioni di Patrizia Prestipino che vuole “conservare la razza” italiana. E il sito conclude: “Che il video sia stato tolto o no, rimane un interrogativo che da tempo aleggia tra i potenziali ex elettori del Pd: ma come viene selezionata la futura classe dirigente nel partito dell’ex premier?”.

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