Pd, Franceschini: “Qualcosa non va, dovrebbe unire”. Carbone: “Fiuta il vento…”. Guerini: “Calma, esasperare non serve”

“Bastano questi numeri per capire che qualcosa non ha funzionato? Il Pd è nato per unire il campo del centrosinistra non per dividerlo” scrive su Twitter il ministro della Cultura Dario Franceschini, pubblicando un grafico con il trend dei voti del Pd a Genova, Verona, Parma e l’Aquila dal 2012 al 2017. Ernesto Carbone, ex lettiano ora renziano di ferro, risponde: “Dario Franceschini come sempre fiuta il vento. Speriamo per lui che il suo naso sia quello di una volta”. E la replica poi arriva anche dal coordinatore della segreteria del Pd, Lorenzo Guerini: “Invito alla calma. Il 10 avremo una Direzione e lì discuteremo sulla situazione politica. Serve calma e responsabilità per il ruolo che il Partito ha nei confronti degli elettori. Ripeto serve calma e responsabilità rispetto a esasperazioni che non servono”. E’ la prima volta, dall’arrivo di Renzi al vertice della segreteria del Pd nel dicembre 2013, che il fronte renziano comincia a registrare qualche crepa.

E nel dibattito interno sugli ultimi risultati del Pd alle amministrative si inseriscono anche due figure importanti che hanno sempre sostenuto Renzi in questi anni. Il primo è il ministro della Cultura Dario Franceschini, finora sempre alleato leale del segretario in tutte le battaglie interne ed esterne al partito. Franceschini condivide su twitter una foto con il flusso di voti del Pd dalle elezioni del 2012 ad oggi. “Bastano questi numeri per capire che qualcosa non ha funzionato? – scrive il ministro – Il Pd è nato per unire il campo del centrosinistra non per dividerlo”. Il primo a rispondergli è l’assessore al Sociale del Comune di Milano Pierfrancesco Majorino – sinistra del partito e braccio destro di Giuliano Pisapia a Palazzo Marino – che da settimane se non da mesi invita a una riflessione sul percorso da intraprendere”.

E c’è già aria di baruffa nel Pd. A rispondere al ministro, infatti, è Ernesto Carbone, ex lettiano diventato poi renziano di ferro: “Dario Franceschini come sempre fiuta il vento. Speriamo per lui che il suo naso sia quello di una volta”.

Ma il secondo a dire la sua sul flop alle Comunali è Walter Veltroni. Proprio a Repubblica, il più grande sostenitore della nascita del Pd: “A Renzi – dice il primo segretario del partito – ho sempre riconosciuto che la sua ispirazione di fondo somigliava a quella del Lingotto. Ma ora, e gliel’ho detto con sincerità, faccia a faccia, gli consiglio di cambiare passo, serve una nuova stagione“. Renzi, aggiunge Veltroni, “resta una grande risorsa e non possiamo permetterci di aprire una fase di discussione sulla leadership, ma questo comporta che la leadership mostri la sua dimensione programmatica e che dimostri di aver capito che questa è la fase dell’inclusione”.

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