Pd, Cuperlo spiega Renzi: “Segretario, non capo. Ecco perché da solo perderà le elezioni”

Gianni Cuperlo, che ha trascorso la mattinata a Milano al Forum Pd ed il pomeriggio a Roma, in Piazza SS. Apostoli tra Pisapia ed ex dem , così commenta le parole con cui Renzi ha chiuso ‘Italia 2020‘, dove si sono riuniti i circoli dem: “In politica l’obbedienza non è una virtù e la discussione è linfa vitale”. Per Cuperlo “se Renzi dopo aver vinto le primarie ora si immagina che il Pd possa ridursi ad una caserma, dove si obbedisce e ci si metta sull’attenti e si risponda signor sì, manca di rispetto all’idea stessa di che cos’è una grande forza democratica. Il congresso c’è stato, Renzi lo ha vinto e le primarie lo hanno rilegittimato, ma queste hanno deciso un segretario, non un capo o comandante”. Qual’è il rischio di un Pd che decida di correre da solo alle prossime elezioni? Il rischio è quello di perdere. Renzi ha già sfidato il Paese, lo ha fatto con il referendum Costituzionale. Sfidare nuovamente il Paese in una logica solitaria non ci porterebbe a brindare la sera del voto”. Poi a Cuperlo raccontiamo cosa ci hanno detto i militanti del Pd: “Al governo con D’Alema? Meglio con Berlusconi. “Per me meglio D’Alema”, sorride Cuperlo

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