Ong-trafficanti, il caso Zuccaro al Csm. Vaticano: “Scandalo sulla pelle dei migranti”

Non si placa la tensione innescata dalle dichiarazioni del procuratore di Catania Carmelo Zuccaro sul presunto legame tra alcune ong e i trafficanti di migranti. Sul caso potrebbe intervenire il Consiglio superiore della magistratura. “Dopo aver sentito i capi di corte e il presidente della prima commissione, Giuseppe Fanfani, sottoporrò il caso all’esame del comitato di presidenza – fa sapere il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini – alla prima seduta utile fissata per mercoledì 3 maggio”. E sulla polemica interviene anche l’Osservatore Romano: “Non bastano gli orrori della guerra, gli stenti di fughe interminabili, i rischi del mare aperto, lo sfruttamento economico e sessuale. Sulla pelle dei migranti – evidenzia il quotidiano del Vaticano – sta emergendo un ennesimo scandalo: il sospetto – che purtroppo non sembra totalmente privo di fondamento – di una manipolazione a fini economici e politici anche delle operazioni di salvataggio”.

Legnini durante la trasmissione ad Agorà su Rai3 aveva ipotizzato che “potrebbero esserci Ong finanziate dai trafficanti di migranti”. Dichiarazioni che avevano scatenato una miriade di commenti. Intervistato dall’Ansa il procuratore – che aveva ribadito che organizzazioni come Save the children o Medici senza frontiere operano correttamente da tanto tempo “e fanno un gran lavoro” – aveva poi precisato che le sue sono solo ipotesi e che al momento non ci sono prove utilizzabili in un dibattimento. A tutela del magistrato il consigliere Pierantonio Zanettin chiede al Csm l’apertura di una pratica a tutela. Il pm sarà ascoltato il 9 maggio in audizione davanti alla Commissione inchiesta migranti: “È importante – spiega il presidente Federico Gelli – avere a disposizione ogni elemento utile per comprendere i motivi che hanno spinto il procuratore a fare certe dichiarazioni. Dobbiamo stare attenti a non gettare discredito sull’attività di tante organizzazioni senza le quali sarebbe impossibile gestire l’emergenza migranti”.

L’Osservatore Romano: “Accertare la provenienza dei fondi delle ong” – “È necessario liberare il campo da posizioni preconcette o utilitaristiche, così come è indispensabile tenere costantemente presente il dovere di salvare i migranti anche dallo sfruttamento che può essere fatto del loro dramma”, scrive l’Osservatore Romano in un servizio dedicato all’inchiesta del procuratore di Catania. Ricordando i termini della questione, il quotidiano della Santa Sede evidenzia che “il sospetto è che le navi delle organizzazioni non governative vengano utilizzate come una sorta di taxi dai trafficanti di esseri umani per fini tutt’altro che umanitari. Un atto doveroso e irrinunciabile, come quello di salvare vite umane, verrebbe così stravolto, infangato da interessi e giochi di potere. Così come è già accaduto per l’accoglienza diventata occasione di speculazione da parte di organizzazioni criminali”. Il quotidiano poi prosegue sottolineando che “le polemiche di questi giorni non aiutano a chiarire la questione. E la paura che venga meno lo sforzo generoso di molti per il salvataggio dei migranti non deve portare a semplificare il problema negandone l’esistenza”. Per il giornale “uno degli obiettivi delle indagini della procura di Catania è quello di accertare la provenienza dei fondi con i quali le ong sostengono le ingenti spese per il mantenimento delle navi in mare. Inchieste analoghe sono state aperte anche a Palermo e a Trapani ed esiste un’indagine conoscitiva in corso alla commissione difesa del senato italiano. Il procuratore Zuccaro – continua ancora il quotidiano – ha parlato di colloqui radio tra ong e scafisti e di altre evidenze che però non sono processualmente utilizzabili, per poi chiedere un supporto investigativo adeguato”.

Orlando: “Non bisogna generalizzare, né strumentalizzare”
A chiedere prudenza al pm nel corso della giornata erano stati sia il ministro della Giustizia Andrea Orlando che quello dell’Interno Marco Minniti, che nel corso della giornata lo avevano esortato a “parlare sugli atti e a evitare generalizzazioni”. E ancora oggi il Guardasigilli ribadisce il concetto: “Non bisogna generalizzare, bisogna fare le indagini: se qualcuno va punito, va punito. Le discussioni di carattere generale sono utili se poi producono anche fatti concreti e sentenze” aggiunge a margine di una iniziativa a Campi Bisenzio (Firenze), osservando che “è inevitabile” la strumentalizzazione da parte di alcuni partiti, “ma non ci preoccupiamo di questo, facciamo i processi”. “Andare a buttare questa ombra su chi salva vite umane, senza avere evidenze, è una cosa grave ed irresponsabile” scrive la presidente della Camera Laura Boldrini ritwittando un’intervista a un Giorno da Pecora. “Ong finanziate da trafficanti? Salvare le vite in mare è un dovere, chi non lo fa commette un reato”.

Appello per modificare la legge per l’uso di intercettazioni
“Il ministro Orlano sul lavoro del procuratore è stato vergognoso. Noi, da stamattina, siamo a lavoro per una modifica alle leggi italiane per usare le intercettazioni in modo da poter aprire il processo” dice il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, a margine di un convegno del M5S sui modelli di sviluppo economico. A quanto risulta al FattoQuotidiano l’intelligence italiana ha intercettato comunicazioni tra i trafficanti e le barche di salvataggio delle organizzazioni non governative (leggi l’articolo di Stefano Feltri). “A me sembra che le dichiarazioni del procuratore di Catania lancino un allarme gravissimo“, sottolinea Di Maio rivolgendo un appello a “maggioranza e governo compresi”, per sostenere la proposta di modifica legislativa: “Noi comunque andremo fino in fondo anche a livello europeo”. Un invito rivolto tra l’altro alle stesse ong: “Quelle che non sono coinvolte ci diano una mano per fare chiarezza”.

Intervenendo ad Agorà Di Maio ha spiegato: “Le ong devono seguire i protocolli di ingaggio di Triton e Sophia, cioè delle navi della Marina Militare: arretrare, tornare nel canale di Sicilia, poi, quando vengono lanciati i mayday, si interviene. Se andiamo a prendere i migranti, a portata di acqua-scooter, a 8 miglia nautiche dalle coste libiche, non si tratta di salvataggi. Voglio salvare le vite nel Mediterraneo – aggiunge – ma non stimolare l’esodo, perché abbiamo fatto un altro record di migranti in Italia, che ci costano 5 miliardi di euro all’anno di business sull’immigrazione da parte di cooperative e società”. “Dobbiamo creare – propone – delle agenzie dell’Ue nei Paesi di transito. In questo modo, quando vogliono venire in Italia, i migranti devono fare domanda e noi dobbiamo avere la possibilità di dire chi può venire e chi no. In Paesi come Niger e Nigeria – specifica Di Maio – possiamo fare già da filtro, perché dovremmo rispedire indietro l’80 per cento di quelli che arrivano, perché non possono restare”.

“Di Maio mi dice che non appoggio il procuratore? Sto dicendo esattamente il contrario, spero che la procura di Catania lavori, lavori rapidamente, e porti rapidamente a casa dei risultati” replica Orlando. All’esponente del M5s, che chiede “una modifica alle leggi italiane per usare le intercettazioni in modo da poter aprire il processo”, il ministro risponde dicendo che “le intercettazioni si possono fare, e noi abbiamo potenziato gli strumenti tecnologici. Non c’è nessuna modifica da fare, perché non c’è stata nessuna restrizione delle intercettazioni come strumento di indagine. Sarei io il primo a essere contrario a questo”.

Zuccaro: “Capire da dove arrivano i finanziamenti”
Zuccaro del resto spiegava la necessità di capire da dove arrivino i finanziamenti per altre ong: “Dimmi da dove prendi i soldi e ti dirò chi sei” e di “avere denunciato un fenomeno, e non singole persone,” perché se “si aspetta troppo tempo rischia di produrre elementi deleteri non più controllabili” e che “questa è una deroga” al riserbo, ma anche “un dovere per chi deve fare rispettare la legalità”. E uno studio è anche l’impatto che “un afflusso di migranti incontrollato” ha sull’economia italiana. L’attenzione sulle ong da parte della Procura di Catania è acceso da tempo. Accertamenti sono stati avviati sul loro proliferare nel mare Mediterraneo, sui loro finanziamenti e anche sul metodo di soccorso e sull’approdo in Italia. E i contatti audio con i trafficanti non utilizzabili processualmente perché non è identificabile la fonte.

Il procuratore di Palermo: “Le ong salvano vite, ma su indagini riserbo”
“Le ong? Noi le abbiamo incontrate in occasione dei vari recuperi in mare di migranti, perché hanno contribuito a salvare centinaia e centinaia di vite umane. Per il resto, le indagini, quando sono indagini, sono ovviamente coperte da riserbo. E quindi non è un argomento che in questo momento può essere trattato – dice il procuratore capo di Palermo, Francesco Lo Voi – Noi indaghiamo sul traffico di migranti”. E sulle parole pronunciate da Zuccaro secondo cui “si perseguono da parte di alcune Ong finalità diverse: destabilizzare l’economia italiana per trarne dei vantaggi”, Lo Voi replica: “Non è un argomento di mia conoscenza con riferimento a quello su cui sta indagando la Procura di Catania, quindi mi sembrerebbe improprio che sia io a commentare”.

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