‘Ndrangheta, maxi-operazione in Calabria: 116 arresti. Il figlio di “u Tiradrittu” intercettato: “Lo Stato sono io, qua”

“Lo Stato sono io qua, Pé… Controlla… La mafia, la mafia originale, non la scadente”. A parlare è Rocco Morabito, figlio del boss di Africo Peppe Morabito conosciuto con il nome di Tiradritto. L’intercettazione è nel provvedimento di fermo che ha portato stanotte a una maxi-retata nella Locride, in provincia di Reggio Calabria. Su richiesta della Dda, i carabinieri del Ros hanno arrestato 116 persone accusate di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, porto e detenzione illegale di armi, trasferimento fraudolento di valori, truffa ed altri reati, tutti aggravati dalla finalità di agevolare la ‘ndrangheta.

L’operazione “Mandamento jonico” è scattata prima dell’alba e ha colpito l’ala operativa e militare di 23 clan tra la zona jonica della provincia di Reggio Calabria e la stessa città dello Stretto. Una sorta di rivisitazione dell’inchiesta “Reale” che, grazie a una microspia piazzata dagli uomini del Ros a casa del boss Giuseppe Pelle, era riuscita a registrare quella che gli inquirenti avevano definito l’intercettazione più importante della storia della lotta alla ‘ndrangheta. La Dda guidata dal procuratore Federico Cafiero De Raho ha intrecciato quell’indagine con altri filoni investigativi che oggi hanno portato a questo nuovo maxi-blitz che ha impegnato oltre mille carabinieri.

In manette sono finiti boss e gregari della cosca Pelle, ma anche dei Ficara-Latella e dei Serraino di Reggio, dei Morabito di San Luca e degli Alvaro di Sinopoli. Famiglie mafiose, considerate il punto di riferimento per tutta la ‘ndrangheta e capaci di mettere radici anche al Nord Italia e all’estero. “Sono state individuate – scrivono i carabinieri in una nota – nuove cariche e strutture tra loro sovraordinate di cui la ‘ndrangheta si è dotata negli ultimi anni”. Nell’inchiesta sembra non siamo emersi rapporti con la politica, a parte il coinvolgimento di alcuni amministratori  del Comune di Natile di Careri. D’altronde, ritornando proprio alla famosa microspia a casa Pelle, era già emerso come la ‘ndrangheta aveva influenzato la campagna elettorale per le Regionali del 2010.

In attesa della conferenza stampa di magistrati e investigatori, quello che trapela è che gli investigatori sono riusciti ad accertare anche le modalità di funzionamento di veri e propri  “tribunali” competenti a giudicare quegli affiliati sospettati di violazioni delle regole del sodalizio criminale e le procedure da applicare per sanare faide all’interno delle ‘ndrine.

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