Minniti alla Festa del Fatto con Milena Gabanelli, Furio Colombo e Stefano Feltri

“Migranti a casa di chi?”. Sul palco della Festa del Fatto Quotidiano in Versiliana è iniziato il dibattito con il ministro dell’Interno Marco Minniti, i giornalisti Milena Gabanelli e Furio Colombo. Modera il vicedirettore del Fatto Stefano Feltri che ha aperto il dibattito facendo il quadro della situazione in Italia, alla luce delle ultime politiche del governo Gentiloni. “Gli sbarchi sono stati solo 99mila 927 nel 2017”, ha detto introducendo gli ospiti, “c’è stato un notevole calo che è significativo perché si è manifestato nella stagione di picco. Ci sono altri numeri che vanno dati: la prima nazionalità è nigeriana, e solo 8200 sono stati ricollocati in altri Paesi. E’ un processo che va molto a rilento. Ci sono altre 3mila pratiche avviate. Il ministro Minniti ha affrontato in maniera drastica il tema”.

Il primo a intervenire è stato l’editorialista del Fatto Furio Colombo che più volte nelle scorse settimane ha espresso le sue critiche contro le politiche promosse dal Viminale: “Non possiamo dire che ci sono meno sbarchi e meno morti, perché c’è qualcuno che è stato fermato da qualche parte. Sapete che sono rimasto, non in dissenso, ma costernato dal fatto che la parte del mondo in cui in generale appartengo. E le persone con cui posso avere stima, prendono decisioni disumane. Perché rovesciano il senso fondamentale della civiltà a cui credevamo di appartenere”. E ha continuato: “La politica non è stare dalla parte di chi ha paura. Perché la paura molti se la sono fabbricata”.

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