Migranti, Renzi: “Serve il numero chiuso, ma sullo Ius soli andiamo avanti”

“Chi dice che lo ius soli rovina l’Italia non si rende conto che è una norma di civiltà, non c’entra con la sicurezza ma dobbiamo anche dire che ci deve essere un numero chiuso di arrivi, non ci dobbiamo sentire in colpa se non possiamo accogliere tutti”. Ormai in piena campagna elettorale per le politiche, Matteo Renzi, nella rassegna stampa di Ore Nove, conferma il riposizionamento del Partito Democratico verso il centrodestra sul tema dei migranti.

Lo aveva detto chiaramente giovedì, l’ex premier, commentando i risultati deludenti del vertice dei ministri degli Interni Ue di Tallin: “L’immigrazione sarà il tema della prossima campagna elettorale e di quelle dei prossimi 20 anni”. Neanche 24 ore più tardi è saltato a pie’ pari sul tema, rispolverando tra l’altro dal suo archivio una minaccia già pronunciata in più occasioni nel tentativo di convincere l’Unione europea ad aiutare l’Italia: “Nel 2018 si discuterà del bilancio, se altri Paesi che si sono impegnati ad accogliere non lo fanno, credo sia giusto che l’Italia dica che non contribuirà a pagare 20 miliardi al bilancio Ue”.

Il segretario ha risposto anche a Emma Bonino, che in un’intervista al Giornale di Brescia aveva spiegato che era stata l’Italia nel 2014 a chiedere che gli sbarchi avvenissero nei porti italiani: “La posizione dell’Ue, ho visto anche il dibattito di Emma Bonino, non dipende dalla scelta dell’ultimo governo ma da un regolamento di Dublino poi modificato e reso forte nel 2013 che decide che chi arriva in Ue va accolto dai singoli paesi di primo approdo. E’ colpa di Dublino, non abbiamo deciso noi di spalancare le porte. Nel 2015 abbiamo fatto un accordo perché anche altri paesi Ue potessero farsi carico ma è rimasto sulla carta”.

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