Migranti, la ricetta di De Luca: “Blocchi militari dei porti per costringere Onu ed Europa a prendere decisioni”

“Era del tutto prevedibile che un’ondata con decine di migliaia di migranti alla lunga sarebbe stata insostenibile per il nostro Paese. E’ arrivato il momento di prendere decisioni drastiche, anche il blocco militare dei porti e di porre la comunità internazionale di fronte alle sue responsabilità”. Sono le parole pronunciate dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, durante il consueto appuntamento settimanale su Lira Tv. “Il problema si risolve in un solo modo” – spiega – “creando in tempi immediati centri di accoglienza nei Paesi del Nord Africa decisi dall’Onu e governati dai militari dell’Onu. Centri realizzati d’intesa o meno coi Paesi stessi del Nord Africa con operazioni militari, a spese dell’Onu, dell’Europa e di tutti i Paesi del mondo. Anziché avere mille centri d’accoglienza sparsi per l’Italia e per la Grecia, bisogna avere centri dignitosi nella fascia nordafricana, a cominciare dalla Libia. Con Egitto e Tunisia èpossibile avere una intesa internazionale, ma bisogna intervenire sulla Libia”. E aggiunge: “Poi bisogna fare un lavoro a lungo termine all’interno dei Paesi da cui provengono questi flussi migratori, eliminando i conflitti militari e creando condizioni di sviluppo. Nel frattempo l’unica soluzione sono i centri di accoglienza in loco”. Per De Luca “il flusso migratorio è un fenomeno che ci accompagnerà nei prossimi decenni e non si risolve con un po’ di demagogia. Dal fare demagogia e chiacchiere al vento a restare nella condizione attuale, ce ne corre. Se dobbiamo bloccare anche militarmente i flussi, io credo che sia arrivato il momento di farlo. E va fatto per costringere Onu ed Europa a prendere decisioni, non a esprimere solidarietà“. Poi sottolinea: “Il discorso è drammatico, perché parliamo di essere umani e di migliaia e di migliaia di persone. Possiamo fare una sola eccezione per i bambini soli e abbandonati che arrivano in Italia. Questa fascia va tutelata comunque obbligando tutti i Paesi d’Europa ad accogliere una parte dei minori“. Il presidente della Regione continua: “La questione è complicata, anche perché hai voglia a dire che non c’è una connessione tra immigrazione e problemi di sicurezza. La relazione c’è. Io sono per atteggiamenti di umanità e per l’accoglienza, ma anche per il rispetto della verità. Questa verità ci dice che c’è una percentuale di irregolari che si orienta verso comportamenti delinquenziali. Ho verificato direttamente la presenza di gruppi di immigrati che diventano bande urbane che fanno paura. Questo è intollerabile“. E chiosa: “Questi problemi di sicurezza o li governa lo Stato o determineranno reazioni autoritarie e violenza, perché se la gente si sente sola e abbandonata reagisce anche con violenza privata”

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