Mafie globali, in mostra le immagini scioccanti del litorale domitio (gallery)

C’è un pezzo d’Italia abbandonato a se stesso, dove la camorra si salda alla criminalità africana fra immigrazione clandestina, abusi edilizi, prostituzione, malaffare e degrado. E’ il litorale domitio,  un tempo meta estiva della Campania, con la sua strada che dai Campi Flegrei arriva al casertano, fin quasi al Lazio, attraverso il Villaggio Coppola, Castel Volturno, Mondragone, Baia Domizia. Il fotografo Giovanni Izzo da oltre due decenni immortala in modo magistrale volti, storie, scorci: le tende luride sotto un cavalcavia, la droga fumata nelle bottiglie di plastica, le proteste degli sfruttati, le ragazze giovanissime che si vedono sui bordi fangosi delle strade, le vecchie villette abusive ormai sventrate dal mare (guarda la gallery).

Significativamente, il lavoro di Izzo è diventato una mostra-installazione che sarà presentata a Bath, in Inghilterra, alla seconda Conferenza generale del Gruppo permanente sul crimine organizzato dell’European Consortium for Political Reserarch (Ecpr), in programma il 7 e l’8 luglio. Dove si parlerà di mafie (anche italiane, ma non solo) e criminalità organizzata a livello globale, dall’Europa al Messico, dal traffico di esseri umani alla droga, dalla zona grigia ai crimini ambientali. E del loro rapporto con la politica, l’economia, la società. “Riuniamo specialisti di diverse discipline e, soprattutto, vogliamo essere aperti verso l’esterno, perché il tema delle mafie fuori dall’Italia è ancora molto sottovalutato”, spiega Felia Allum, docente di Storia e politica italiana all’Università di Bath e studiosa di camorra. “A partire proprio dal Regno Unito“, aggiunge. Al convegno partecipa anche ilfattoquotidiano.it, che presenterà in anteprima i risultati di un’inchiesta sulla lotta al crimine organizzato in Europa, di prossima pubblicazione su questo sito.

La mostra, curata da Luca Palermo, renderà fisico e drammaticamente visibile il tema al centro della conferenza di Bath. Non una semplice esposizione di stampe, ma un vero e proprio “ambiente installativo immersivo nel quale il visitatore si troverà al centro di una proiezione alla quale fanno da corollario voci e suoni da un mondo reale”.

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