M5s e cattolici, affinità elettive? Grillo ad Avvenire: “Noi al governo, sarà naturale”. Il direttore: “Sensibilità in comune”

L’intervista esclusiva di Beppe Grillo ad Avvenire per parlare del Movimento 5 stelle con toni calmi e pacati e in contemporanea le parole del direttore del quotidiano cattolico Marco Tarquinio che, sul Corriere della Sera, non nega le convergenze con i grillini. Il M5s continua le operazioni pre elettorali e dopo l’accreditamento davanti agli occhi degli imprenditori all’evento di Ivrea, è la volta della Chiesa. “Non esiste una strategia per arrivare a Palazzo Chigi“, ha detto il leader M5s. “Immagino questo risultato come un auspicabile fenomeno naturale”. I temi che avvicinano i due mondi sono chiari e noti già da tempo: il reddito di cittadinanza (“Che non è assistenzialismo”, ha detto Grillo), la polemica contro le aperture festive di centri commerciali e outlet “che rovinano le famiglie”, ma anche la lotta alla povertà e al gioco d’azzardo. Senza dimenticare che, il leader lo ripete praticamente ogni anno sul suo blog, il Movimento è nato nello stesso giorno (4 ottobre) in cui si celebra San Francesco, simbolo della povertà. Non è un caso che, nei giorni scorsi, persino la sindaca di Roma Virginia Raggi si sia intrattenuta per dieci minuti in un colloquio privato con il Pontefice. Le parti insomma dialogano già da tempo e il passo indietro dei 5 stelle sulla legge per le Unioni civili non passò inosservato (in senso positivo), anche se ancora non è sufficiente per farne il loro partito di riferimento. Grillo, nel colloquio con Avvenire, ci ha provato a dare un’immagine più morbida di sé e dei suoi: “È incredibile che si continui a parlare di ‘forze e leader populisti’ incombenti sui governi dei Paesi della Ue”. E’ qualcosa, ma non basta: “Se guardiamo ai grandi temi (dal lavoro alla lotta alle povertà), nei tre quarti dei casi abbiamo la stessa sensibilità”, ha detto Tarquinio. “Per contro, non riesco a capire come possano portare fino alle estreme conseguenze il loro concetto di libertà su temi eticamente sensibili come quello del fine vita e dell’eutanasia“. Proprio questa proposta di legge, la più contestata e invocata degli ultimi anni, dovrebbe ottenere il primo via libera nei prossimi giorni e proprio grazie al contributo fondamentale dei voti dei 5 stelle. “Noi siamo per l’autodeterminazione dei cittadini”, si è giustificato Grillo.

La lunga intervista del leader del Movimento 5 stelle ad Avvenire inizia con un “autoritratto” del comico e politico: “Io non uso il mio mestiere per convincere”, ha esordito. “Sono semplicemente Beppe Grillo. Con le mie passioni, con i miei limiti, con le mie intuizioni. Lascio che tutto traspaia ed emerga per come è, evitando di vivere nell’enorme vergogna di ciò che ero prima di essere un politico. Un comico può permettersi di fingere, un politico no”. Grillo va oltre e usa parole molto care al mondo cattolico come “la crisi dei valori” che ha colpito il mondo contemporaneo: “C’è stata una strage della decenza. Della lealtà. Della gratitudine. Del perdono”, ha detto. Quindi un attacco all’era di Silvio Berlusconi: “La strage di soldi, di proprietà e di sovranità messa in atto dalle banche è stata preceduta dal massacro dei valori che si è compiuto, in Italia, nell’era del berlusconismo. Bisogna sempre tenerlo a mente, restando concentrati su quello che è successo”. Non solo l’ex Cavaliere è al centro delle accuse, ma anche “la sinistra frou frou” che ogni tanto ha preso il potere. Il leader M5s ha parlato dell’arrivo al governo dei 5 stelle come di un “auspicabile fenomeno naturale, generato da gente decisa a ‘scendere sulla terra’, lontano dagli incantesimi degli agnellini salvati da Berlusconi e dalle palle seriali che vengono dal partito ora al governo. Un partito che ha solo un merito: mantiene al suo comando la persona che meglio lo rappresenta, il bugiardo Renzi”. Alla domanda sugli errori del Movimento, Grillo ha risposto: “Le mie debolezze sono le ‘mamme’ dei miei punti di forza. In vita mia non ho mai creduto nella logica dell’aiutino, per questo sono forse un po’ rustico. Non mi aspetto di essere capito oltre quello che è ragionevole per chiunque di noi. Ma ho ben chiaro che il super-personalismo alla Nembo Kid dei leader politici ci ha quasi ammazzati. E vedo che il maestro è ancora lì ad allattare gli agnellini: è spiacevole la visione di un altro anziano ridotto così…, a mendicare buonismo. La pretesa che l’altro “mi veda per come mi vedo io” è assurda già in una coppia collaudata, figuriamoci in una progressiva orgia di illusioni e rimedi come quelli proposti da personaggi liftati che si imitano a vicenda: Renzi e Berlusconi”.

Per quanto riguarda l’Europa, Grillo ha ribadito la sua posizione di polemica sulla struttura e gli obiettivi di Bruxelles. “L’Unione europea di oggi è un sacco contenente 27 popoli che si chiedono come ci siano finiti dentro. Tra questi popoli ci sono connessioni rigide e frustranti, innaturali. L’Unione non può essere tacciata di egoismo. Non può essere tacciata proprio di nulla”. Lo ha definito “un blocco dalla natura indigeribile, regolamentato da banche. Questa Ue non può essere egoista né altruista, perché non è nulla. Non esiste come identità federale o qualsivoglia altra identità. L’egoismo che affiora è quello del vagone dei più rigidi: la Germania”. Il leader ha ripetuto la sua solita posizione fortemente critica verso l’Ue, ma al tempo stesso ha respinto l’accusa di populista: “È incredibile che si continui a parlare di forze e leader populisti“, ha detto, “incombenti sui governi dei Paesi della Ue, mettendo assieme le reazioni meno confrontabili tra di loro con il problema più diffusamente uguale in tutto il mondo: il dopo-sbornia della finanza, delle agenzie di rating, dei cittadini sbattuti sul piatto del business mondiale come manodopera per un’uscita dalla Grande Crisi che è soltanto nominale. E intanto le banche continuano a sfilare dalle tasche dei cittadini i risparmi e i loro beni”. Quindi a Grillo è stata chiesta la descrizione di due leader a cui più volte è stato associato. Innanzitutto Trump: “E’ l’espressione plastica della fine della sinistra frou frou, la gente si è stufata degli Obama e dei Clinton, tutto il loro essere di sinistra trova sfogo nel concedere qualche diritto senza costi e sorridere bene davanti alle telecamere”. Quindi Putin: “In questo caso bastano cinque parole. Putin è quello che è, senza troppi misteri”.

Il vero punto di contrasto è sulle questioni etiche, quindi la legge sul Biotestamento in discussione a Montecitorio e la posizione sull’eutanasia. “Il Movimento è post-ideologico: non siamo qui a dire cosa è giusto e cosa è sbagliato per e su ogni argomento. Per noi è fondamentale l’autodeterminazione, intesa come la possibilità data ai cittadini di essere cittadini”. Una posizione contestata dall’intervistatore: “Idea manipolata e rischiosa, quella di un’assoluta “autodeterminazione”. Quindi la replica di Grillo: “Il Movimento si è semplicemente impegnato a restituire il Paese in mano alla gente. Per questo non può essere connotato ideologicamente neppure su questioni definite etiche. Per noi conta il ripristino della democrazia in Italia che oggi è sospesa, conta il rientro dei cittadini nelle istituzioni e assistere alla costruzione di una idea di futuro. Cosa vogliamo diventare? Come saremo?”.

Nello stesso giorno sul Corriere della Sera è uscita l’intervista al direttore di Avvenire Marco Tarquinio. Che ha spiegato meglio il rapporto del quotidiano con il Movimento: “Sono tanti i cattolici che partecipano alle iniziative del Movimento”, ha detto. “Se guardiamo ai grandi temi (dal lavoro alla lotta alle povertà), nei tre quarti dei casi abbiamo la stessa sensibilità”. In particolare, “la sintonia è forte sulla lotta alle povertà e sul valore della partecipazione. Per contro, non riesco a capire come possano portare fino alle estreme conseguenze il loro concetto di libertà su temi eticamente sensibili come quello del fine vita e dell’eutanasia”. Tarquinio ha anche sottolineato la sintonia contro il lavoro di domenica: “Quando abbiamo sollevato il caso di Serravalle speravamo che si riaprisse il dibattito sul lavoro domenicale. Sono lieto che sia avvenuto anche con il contributo del Movimento 5 Stelle”. E che Luigi Di Maio condivida la pozione, secondo il direttore, “è una dimostrazione di sensibilità. Ha capito che il problema non aveva cittadinanza nel dibattito politico ma nella vita delle persone”. Non crede che sia un modo per strizzare l’occhio ai cattolici: “penso sia stato fatto in buona fede. Ho visto che si è documentato. Credo che sia un politico che ha preso coscienza di un problema reale”. Il riferimento è proprio alla presa di posizione il lunedì di Pasqua del vicepresidente della Camera M5s che ha rilanciato la proposta di legge dei grillini contro la liberalizzazione degli esercizi commerciali: “Ci hanno reso più poveri e sfaldato le famiglie”. Una sintonia che Tarquinio ha detto non mancare anche con altri partiti, “ma sempre con un quarto che fa la differenza”. Alla domanda se i 5 stelle “siano pronti per governare”, però continuano a restare i dubbi: “Chi deve governare lo decidono gli elettori. Poi, certo, conta la qualità e il contenuto dei programmi. Credo che il M5s debba aggiustare il tiro sulla politica estera e lavorare per un rilancio della casa comune europea”.

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