M5s, Di Maio a Cernobbio: “E’ nostro dovere parlare anche con quelli che non hanno le nostre idee”

“E’ nostro dovere parlare con tutti, anche con quelli che non hanno le nostre idee”. L’esordio di Luigi Di Maio al Forum Ambrosetti di Cernobbio, tra capi di stato e rappresentanti delle istituzioni, è una risposta a distanza a chi dentro e fuori il M5s ha criticato la scelta di sedere al tavolo del think tank. “Una forza come il Movimento 5 stelle che si candida a governare il Paese deve parlare con tutti, raccontare la propria idea ed è per questo ho accettato l’invito”. Non è la prima volta che un grillino si presenta alla manifestazione sul lago di Como, ma quest’anno, alla vigilia delle elezioni e della lunga campagna elettorale, c’è grande attesa per il discorso del probabile candidato M5s alla presidenza del Consiglio. Il suo intervento è previsto per domenica 3 settembre, quando parlerà insieme al segretario della Lega Nord Matteo Salvini e al governatore della Liguria di Forza Italia Giovanni Toti.

I dubbi più grossi sull’opportunità di andare a Cernobbio sono stati espressi nei giorni scorsi da uno dei sostenitori storici del Movimento: il giudice Ferdinando Imposimato. A lui Di Maio aveva replicato su Facebook difendendo la scelta, tra l’altro supportata dai vertici M5s (il primo a debuttare era stato il cofondatore del Movimento Gianroberto Casaleggio). “Tenevo molto”, ha spiegato Di Maio, “a raccontare cosa significa per noi governare un Paese in questo momento, le nostre idee e tutto quello che abbiamo messo nel nostro programma di governo, inclusa la volontà di presentare una squadra di governo prima delle elezioni politiche: un fatto inedito che faremo noi del Movimento 5 stelle prima delle elezioni della primavera 2018”.

Di Maio ha anche detto di non voler fare “nessun duello” con Renzi: “Qui non ci sono nemici”, ha detto. Quindi ha concluso ribadendo l’attacco alla politica tradizionale: “Abbiamo avuto una serie di presidenti del Consiglio di partiti che in questi anni ci avevano raccontato di voler cambiare le cose e in realtà sono stati vittime di loro stessi. I vecchi partiti si sono autodistrutti perché non avevano le mani libere. Quindi credo che siamo l’ultima speranza e questa responsabilità sia io che il Movimento la sentiamo. Per questo è un nostro dovere parlare con tutti”.

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