Lega, Maroni contro Salvini: “Pontida è Bossi. Ha diritto di parola”. Il segretario: “Momento eccezionale, parla uno”

“Pontida è Bossi“. E il padre del Carroccio “ha sempre diritto di parola” al raduno annuale dei militanti leghisti. La vede così il presidente della Lombardia Roberto Maroni, contrario alla decisione presa dal segretario Matteo Salvini: il Senatùr, la cui condanna in primo grado per truffa allo Stato (insieme a quella del suo storico tesoriere Francesco Belsito) è sfociata nel blocco dei conti della Lega, non sarà sul palco. Bossi non è mai mancato alla manifestazione fin dal 1990, quando per la prima volta radunò i sostenitori sul pratone verde dove 800 anni prima era nata la Lega lombarda. “A Pontida ci siamo tutti ma nei momenti eccezionali parla uno”, ha detto Salvini per spiegare l’assenza del fondatore in scaletta. Questa mattina però il primo a parlare dal palco è stato il governatore della Liguria Giovanni Toti, di Forza Italia.

Non permettere a Bossi di parlare dal palco di Pontida è “un errore, anche mediatico”, ha detto Gianni Fava, assessore alla Mobilità di Regione Lombardia e voce critica del partito. “Nessun movimento politico cancella la propria storia, non fargli fare nemmeno un saluto è sbagliato. Se oggi siamo qui è grazie a lui”.

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