La grande spiata a Renzi e Draghi? Mi sembra una super-bufala

Perdonatemi ma non riesco proprio a scandalizzarmi e indignarmi per l’inchiesta giudiziaria con cui in questi giorni aprono giornaloni e tg. Sì, proprio quella sulla grande spiata che ha portato in carcere gli sconosciutissimi fratelli Giulio e Francesca Maria Occhionero, che a sentire quello che si dice avrebbero rubato i segreti dalle mail di mezza Italia che conta, da Matteo Renzi a Mario Draghi, da Mario Monti ai generali della guardia di Finanza.

Michela Vittoria Brambilla

Non mi indigno perché a pelle questa vicenda mi sembra una grandissima bufala, una di quelle classiche post-verità con cui si mette in croce il web ma che siamo tutti soliti berci come acqua minerale se a scriverla con convinzione sono i grandi media tradizionali. Eppure nulla in questa vicenda ha senso e torna. Facciamo pure finta che uno spione che si rispetti pensi di trovare informazioni importantissime perfino nelle mail di Maria Vittoria Brambilla, di Fabrizio Cicchitto, di Daniele Capezzone o di Paolo Bonaiuti. Ma pure ammettendo questa possibilità che è pura fantascienza, se i fratelli Occhionero sono accusati di avere rubato queste informazioni, nell’inchiesta mancano due elementi non irrilevanti: quali informazioni hanno acquisito? E soprattutto come le hanno successivamente utilizzate?

Non sono quesiti da poco, perché nulla si sa nè dell’una nè dell’altra risposta. La lunga indagine non è riuscita a scoprire cosa i due abbiano rubato. Nè che uso ne abbiano successivamente fatto. Volevano usare le informazioni carpite per fare molti soldi? Non deve essergli riuscito visto che avevano una società da tempo e pochi mesi fa ne è stato decretato il fallimento dal tribunale di Roma. Avessero avuto tanti soldi, avrebbero evitato una fine così ingloriosa, no? Hanno usato quelle informazioni per ricattare quei personaggi? Non risulta che manco uno di loro abbia sporto denuncia per questo motivo. E nemmeno che su qualcuno delle vittime di questa grande spiata che sarebbe avvenuta per anni, sia uscita una notizia compromettente fra quelle rubate almeno per dimostrare loro che il ricatto non era campato in aria, e che gli Occhionero facevano sul serio. Invece nulla di nulla. I due fratelli avrebbero rubato informazioni per anni allo scopo di tenerli per sè, e magari farle vedere agli amici invitati a cena un po’ come si fa ammirare la propria collezione di farfalle. Strani tipi, no?

C’è un altro elemento che mi lascia assai perplesso. I due fratelli si sarebbero intrufolati nelle corripondenze personali di due premier come Mario Monti e Matteo Renzi. E addirittura in quelle del numero uno della Bce, Mario Draghi, e dell’ex ministro del Tesoro e direttore generale della Banca d’Italia, Fabrizio Saccomanni. Primo mi,o dubbio: tutti questi personaggi hanno strutture di intelligence e di protezione a loro difesa. Possibile che non si siano mai accorti della violazione di quella posta? E che ci stanno a fare in quella funzione? Acchiappano farfalle e sfugge loro un attacco informatico tanto insidioso e ripetuto negli anni?

Secondo dubbio, che nasce dalla lettura della ordinanza. Si apprende dallo specchietto della polizia postale che di Draghi nel luglio 2016 veniva intercettata la mail “mario.draghi@bancaditalia.it” che non è più la sua dal lontano 2011. Per altro il 22 giugno e il 5 luglio 2016 i due geniali fratelli attaccavano la mail “vincenzo.scotti@esteri.it”, non si capisce con quali propositi, visto che Scotti non è più agli Esteri dall’8 novembre 2011 e quindi quell’indirizzo se mai esiste ancora non contiene nulla di interessante. Così come i vari Cicchitto, Capezzone e Brambilla nel giugno e nel liglio 2016 verrebbero intercettati sulle mail che hanno il loro nome e il suffisso “pdl.it”. Non c’è più il Pdl da almeno due anni (e quelle mail oggi sono .forzaitalia.it), e sia Cicchitto che Capezzone sono finiti in altri partiti. Quindi tutte intercettazioni a vuoto, fatte da due sprovveduti. Anche Renzi per altro sarebbe stato spiato nel suo account usato solo per Itunes. Volevano rubargli qualche canzone? O fregargli una app da 0,60 euro?

Mi spiace, ma io la storia della grande spiata con massoneria che la accompagna non me la bevo proprio, e sono semmai con gli occhi sgranati a guardare che se la sia bevuta prima la polizia postale, poi la magistratura e infine il sistema dei grandi media. Siccome dovrebbe essere evidente non solo a me, ma anche a chi indaga e a chi pompa questa inchiesta su giornali e tv che quei due stessero inseguendo account falsi o scaduti da anni e che sono del tutto assenti nell’inchiesta i contenuti della presunta refurtiva e l’utilizzo che ne sarebbe stato fatto, la vera domanda è : a cosa serve questo palese ballon d’essai? Preoccupano altre vicende che sembrano assai più sostanziose, come quelle del Mps? Si cerca di fare passare da vittima qualcuno che non lo è proprio per riportarlo all’onore del mondo? Naturalmente a pensare male si fa sempre peccato…

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