Invitano Paragone a parlare ad un evento ma al pubblico “non è concesso applaudire”. La clamorosa decisione del giudice.

E’ proprio quanto pubblica su sul profilo il giornalista Gianluigi, fresco fresco di epurazione dal programma “La Gabbia”, e lo fa rilanciando un articolo del quotidiano savonanews.it che vi riportiamo interamente: 
Primo incontro della rassegna “Parole Ubikate in mare” 2017. Dopo la recente chiusura della trasmissione de La 7 “La gabbia”, il giornalista conduttore Paragone e il filosofo Fusaro (spesso ospite della trasmissione) si raccontano, e raccontano i mali del nostro paese.
Dato che i periti del Tribunale hanno stabilito che nella piazza gli applausi superano i limiti di legge, gli spettatori verranno forniti di un cartello con scritto “applausi”.
Domenica 2 luglio alle ore 21,15 in Piazza Concordia – Albissola Marina: incontro con il giornalista GIANLUIGI PARAGONE e il filosofo DIEGO FUSARO e presentazione del libro “GangBank. Il perverso intreccio tra politica e finanza che ci frega il portafoglio e la vita” (Piemme) Introduce Renata Barberis.
“Per loro ci siamo indebitati, abbiamo perso il potere d’acquisto, il lavoro, i diritti, le tutele sociali. È il GangBank, il mefitico legame tra finanza e politica, che svuota la democrazia e i portafogli. Se pensate che tutto questo non riguardi la vostra banca, i vostri soldi, la vostra vita, voi, vi sbagliate di grosso”.
“‘Caro risparmiatore, i suoi soldi sono i nostri. Pertanto non ce li chieda, perché noi li facciamo girare nel nostro interesse. Nel caso non fosse soddisfatto del servizio, non importa: tanto non ci troverà. Siamo nell’era del mondo liquido, dei servizi immateriali, dei call center’. Non sarebbe meglio se ce lo dicessero così chiaramente, invece di illuderci con pubblicità da Baci Perugina? Almeno uno lo sa. Lo sa. Quelle che ci mancano in realtà sono le informazioni, è la conoscenza. Noi andiamo sulla fiducia, loro sulla nostra ignoranza. Loro sono il GangBank: un sistema di saccheggio instaurato dalle élite – colossi bancari, fondi d’investimento, agenzie di rating, multinazionali – che controllano la finanza globale.
Dilagano come orde barbariche mosse da una sete inestinguibile, non limitandosi ad applicare le loro spietate strategie, ma spacciandole addirittura per interventi salvifici. L’Italia è un tragico esempio. Per venticinque anni è stata un perfetto terreno di caccia. Con il beneplacito di politici, il modello sociale e imprenditoriale italiano – che il mondo ci invidiava – è stato indebolito e smantellato. Al grido, ripetuto come un mantra da media e politici, di ‘il pubblico è male, il privato è bene’, ‘siamo troppo spreconi’ e ‘ce lo chiede l’Europa’, ci siamo indebitati, abbiamo perso il lavoro, i diritti, le tutele sociali e democratiche. I danni ormai sono così gravi che non si può fingere di non vederli. GangBank è un atto d’accusa senza sconti, che non ha paura di fare i nomi dei colpevoli e di svelarne i misfatti.”

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