Giornata mondiale del bacio, che te ne fai dei diritti se hai un sacco di amore su Instagram?

Oggi è la giornata mondiale del bacio, il World Kiss Day, solennemente istituito da un’agenzia di creativi inglesi 11 anni fa per “Farci dimenticare il terrorismo e la crisi economica e reagire con positività alla paura e allo sconforto”. Sconforto che in Gran Bretagna aveva preso piede al termine di un decennio di tagli allo stato sociale e guerre coloniali in Afghanistan, Iraq, Sierra Leone a opera di Tony Blair al seguito di George W. Bush e conseguenti attacchi terroristici (per il 69% degli inglesi, effetto della guerra in Iraq, fonte Guardian).

Fu così che a una manciata di mesi dalle dimissioni di Tony Blair, quando agli inglesi era ormai chiaro che il Nuovo laburismo era il Vecchio tatcherismo, venne istituito il National kissing day. Il successo fu tale che l’anno successivo, con il World Kiss Day, la ricorrenza venne estesa al mondo, inteso come il pezzettino di terra emersa avvezzo agli usi e costumi occidentali. Giornali, radio e tv rilanciano l’evento, l’hashtag, le foto di Tizio Famoso che bacia Tizia Famosa, le gallery dove Gustav Klimt si ritrova incolonnato tra Patrick Swayze e Belen, i video realizzati da agenzia creativa + fotografo di moda + regista di corti premiati all’Oscar che coordinano per l’occasione un team di altri 22 registi di pubblicità di macchine e affini, il record del bacio più lungo detenuto dalla coppia thailandese: moglie e marito che si sono baciati per ben non ve lo dico per quanto, mi mette troppa tristezza, andatevelo a cercare su Vanity Fair.

Un simpatico cazzeggio, che però mobilita i caporedattori di tutte le principali testate giornalistiche, comprese quelle del servizio pubblico. Le stesse che ignorano gli scioperi dei sindacati di base, le mobilitazioni dei precari della ricerca, le iniziative politiche non allineate come quella lanciata da Anna Falcone e Tomaso Montanari al Brancaccio o la raccolta firme del Movimento 5 Stelle per indire un referendum per uscire dall’Euro e così via. Le stesse che poi si sorprendono quando il referendum si fa e vince l’uscita e quando vince il No alle riforme costituzionali poste da Renzi come condizione per restare al governo e quando vince la Brexit e quando Tsipras vince il referendum in Grecia e così via.

Ma perché parlarne nel Word Kiss Day? Non è meglio “inondare di positività il mondo diffondendo amore su Instagram”? Che te ne fai dei diritti se hai un sacco di amore su Instagram? Se hai l’hashtag #giornatamondialedelbacio in cima alla classifica delle cose di cui si parla (su Twitter, eh, trovatemi uno che ne parla nella vita vera fuori dalle redazioni dei principali giornali e lancio una colletta per riabilitarlo), millemila volte più popolare dell’hashtag #sciopero dei lavoratori dell’Atac che protestano perché parte del loro salario è diventato funzionale alla produttività – al lavorare quando si avrebbe diritto al riposo – e le assenze per malattia comportano un taglio dello stipendio, così impari ad ammalarti?

Millemilavolte più popolare degli hasthag #MiurSocial, #noisiamoCnr, #IspraOccupato, #stabilizzazioneprecaricrea, per restare solo a quelli che denunciano la condizione dei lavoratori nel mondo della ricerca pubblica? Sarebbe bello avere un team di registi di corti premiati all’Oscar dediti per un giorno a denunciare lo sfruttamento dei lavoratori. Avere, per un giorno, i caporedattori di giornali, radio e tv che chiedono ai loro redattori di occuparsi dell’argomento, invece che dei benefici di un bacio sul sistema immunitario.

Perché sono convinta che “La positività” si diffonda mettendo in sicurezza le persone. Garantendo loro un lavoro stabile, uno stipendio decente, il diritto alla casa, all’istruzione, alla salute. Sono anche convinta che quando non hai l’angoscia di saltare la rata del mutuo, perdere il posto, ammalarti e non poterti permettere le cure, baci anche di più.

P.s. Facciamo un simpatico cazzeggio anche noi. Proviamo, per un giorno, a far assomigliare le priorità di Twitter a quelle della vita vera. Rilanciamo gli hashtag dei precari e dei lavoratori in lotta. #Fca, #Vodafone, #Natuzzi, #TuoDì, #Gse, #Almaviva, #Alitalia, #Sky: sono moltissimi, in tutte le realtà produttive del paese. Siamo una squadra di decine di migliaia creativi, giusto?

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