Foggia, la mafia fa notizia solo quando ti entra in casa

La mafia uccide chi lavora, ammazza due contadini, gente che ha visto l’alba ogni giorno, che ha vissuto nella quotidiana fatica. Luigi e Aurelio Luciani non torneranno più a casa, morti ammazzati dai killer perché testimoni. Aurelio Luciani non vedrà la nascita della sua terza figlia. Cosa racconteranno alla bimba? Papà è morto ammazzato in terra di sud dove si muore in pieno giorno nel silenzio e nell’indifferenza perché il mezzogiorno e le mafie sono diventate questioni marginali nell’agenda di palazzo e nella scaletta dei tg. Non oggi, da tempo, ormai. Intanto occupatevi di ong, migranti, fissate le priorità che volete, parlate per giorni e giorni del nulla, inseguite l’ultimo tormentone, scomodate l’ovvio.

Qualcuno anni fa aveva lanciato l’allarme alla politica, caduto totalmente nel vuoto. L’ex questore di Foggia Piernicola Silvis, nel 2014 ai parlamentari della commissione sui reati contro gli amministratori pubblici, diceva senza mezzi termini: “Questo è un territorio devastato dalla criminalità di tutti i tipi. C’è un’illegalità diffusa che fa paura“. Devastato diceva il questore ai parlamentari. Devastato.

Sono stato di recente per Nemo, Rai2, in quella terra. Ho parlato con le persone, con chi ha capito che quella terra non era solo mare, la farfalla del Gargano era anche altro: diventa limantria quando ti porta via i figli, che scompaiono nel nulla, quando ammazza innocenti, quando ti fa esplodere l’attività frutto di sudore e fatica. La mafia la vedi quando ti entra in casa altrimenti provi a far finta di niente, provi a tenerla fuori dalla porta, è una forma di difesa mentre la malerba cresce sempre più.

L’omertà non è una condizione territoriale, ma sociale, si sedimenta quando il potere dello Stato è labile, non egemone, stanco e fragile. Lo è per motivi diversi che impongono la paura come strumento di difesa. Niente collaboratori, nessuna denuncia, niente di niente. E’ cresciuta piano piano con il silenzio delle imprese, i Comuni che non si costituiscono parte civile, i giornali che non se ne occupano, le amministrazioni conniventi, i tribunali che negano l’associazione mafiosa, i boss liberi, il silenzio delle istituzioni, gli appelli di anni fa caduti nel vuoto. Così cresce la mafia, diventa potere egemone e sputa veleno, sparge sangue, azzera l’orizzonte di una terra.

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