Foggia, agguato mafioso in strada: 4 morti. In azione un commando per uccidere Mario Romito, figura di spicco del suo clan. Ammazzati anche 2 testimoni dell’omicidio

Un’esecuzione in pieno giorno, in strada, vicino alla stazione di San Marco in Lamis, nel Foggiano. Con due vittime innocenti, colpevoli solo di aver assistito all’omicidio. L’ennesimo agguato nella guerra di mafia che si sta consumando tra la Capitanata e il Gargano dall’inizio dell’anno rompe gli schemi del passato, colpendo anche i testimoni delle faide, che hanno lasciato sull’asfalto 17 morti nel 2017. Otto da giugno ad oggi. Mercoledì mattina un commando ha ucciso le ultime quattro persone tra Apricena e San Marco in Lamis. Due le vittime designate, tra cui Mario Luciano Romito, figura di spicco dell’omonimo clan di Manfredonia. Mentre gli altri due erano dei contadini incensurati, Luigi e Aurelio Luciani, testimoni involontari dell’agguato.

I killer sono entrati in azione poco dopo le 10 sulla Strada provinciale 272 nei pressi della stazione ferroviaria. La vittima desisgnata viaggiava con il cognato su un Maggiolino quando è stato affiancato da una vettura con 4 o 5 persone a bordo che hanno aperto il fuoco con kalashnikov, fucili a canne mozze e pistole. Poi, a quanto pare, il commando ha fatto fuori i due contadini perché avevano assistito all’esecuzione.

In due hanno tentato di fuggire attraverso le campagne ma sono stati raggiunti dai sicari. Tre i morti sul colpo, mentre il quarto – rimasto in un primo momento gravemente ferito – è deceduto durante il trasporto verso l’ospedale di San Severo. Assieme a Mario Romito, presunto boss sfuggito sette anni fa a un altro agguato nel quale morì un suo parente, è stato freddato il cognato Matteo Di Palma.

Chiara agli investigatori la matrice mafiosa dell’assalto che potrebbe essere l’ultimo capitolo di una scia di sangue che va avanti da maggio, quando due persone vennero ferite a colpi di kalashnikov tra le bancarelle del mercato di San Marco in Lamis. Un’azione seguita dal duplice omicidio di Antonio Petrella e suo nipote Nicola Ferrelli, ritenuto vicino al clan Di Summa.

I due vennero ammazzati senza pietà il 20 giugno alla periferia di Apricena. Dopo averli affiancati in corsa, i killer crivellarono di colpi la loro auto con pistole, fucili e kalashnikov. Poi scesero e, secondo la ricostruzione degli investigatori, hanno finito i due con diversi colpi al volto, sfigurandoli. Una mattanza che, forse, è stata vendicata con l’agguato di oggi.

Lo scorso 27 luglio, invece, a Vieste, sempre nel Foggiano, un uomo legato alla mala garganica era stata assassinato all’ora di pranzo all’interno della propria attività commerciale davanti alla propria famiglia e ai turisti. Con l’agguato di oggi, sale a 17 il numero di vittime di omicidi legati alla guerra di mafia in atto tra la Capitanata e il Gargano da oltre un anno.

“E’ un episodio orribile, non conosciamo ancora i dettagli di quanto avvenuto ma negli ultimi mesi sono tanti gli episodi che hanno coinvolto la nostra provincia. Occorre al più presto un incontro tra tutti i rappresentanti del territorio con il ministro dell’Interno“, afferma il sindaco di San Marco in Lamis, Michele Merla. “Vogliamo essere ascoltati – ha aggiunto il sindaco – così non si può andare avanti. Serve un intervento del governo, le istituzioni nazionali devono intervenire per la nostra provincia, non possiamo più assistere a questa efferatezza”.

Mafie, Dia: “Nell’ultimo anno analizzate più di 110mila segnalazioni di operazioni finanziarie sospette”

«
Articolo Precedente

Condivi la notizia con i nostri bottoni social

Ti serve un nuovo hosting hosting? Solo 1.99€/mese e dominio gratuito!

La tua prima VPS? 1 CPU, 1G Ram e 100Hb disk SSD con traffico illimitato? Solo 8.33€/mese!