Dopo i gabbiani pure i cinghiali piombano in città a caccia di cibo. L’esperto: “Colpa di siccità e rifiuti”

Il Comune ordina alla Rap di togliere l’immondizia da Monte Pellegrino. Gli animali sono stati avvistati nella riserva, scendono dai boschi a causa della siccità

di GIADA LO PORTO

I cinghiali lasciano i boschi e arrivano in città, attratti dai rifiuti urbani, per brevi incursioni alla ricerca di cibo, e il Comune corre ai ripari ordinando alla Rap di rimuovere “in via urgente” i rifiuti abbandonati lungo le zone limitrofe alla Riserva Naturale Orientata di Monte Pellegrino, tra cui Addaura, Arenella, Acquasanta e Vergine Maria. I residenti in questi giorni vivono con il terrore di essere aggrediti e rimangono in casa, mentre l’amministrazione continua a raccogliere le segnalazioni dei cittadini che hanno avvistato gli animali vicini alle loro abitazioni, soprattutto nelle ore serali. Le denunce maggiori arrivano dal lungomare Cristoforo Colombo. “Il Comune – si legge nell’ordinanza emanata dal sindaco Leoluca Orlando – ordina alla Rap di controllare frequentemente la eventuale presenza di cinghiali e di verificare la collocazione dei cassonetti a ridosso delle aree della riserva per risistemarli in un altro luogo”.

Pronta la replica dell’azienda rifiuti. “La prossima settimana – dice il presidente della Rap, Roberto Dolce – effettueremo dei sopralluoghi mirati, con la presenza di capiarea, per verificare se ci sono dei cassonetti da spostare a ridosso della riserva. Intensificheremo, inoltre, il servizio di prelievo dei rifiuti, svuotando i cassonetti. È necessaria, però, la collaborazione dei cittadini per il rispetto degli orari di conferimento (18-22) in maniera che non si accumulino rifiuti negli intervalli tra una raccolta e l’altra”.

Ma i cinghiali non sono gli unici animali selvatici ad avere modificato le proprie abitudini, anche i gabbiani si sono ormai trasformati da pescatori a predatori dei rifiuti. La loro presenza, a Palermo, è sempre più diffusa con giovani esemplari, incapaci o inesperti del volo, che passeggiano per strada disorientati e affamati. L’allarme, come per i cinghiali, si intensifica nei mesi estivi, quando il termometro tocca temperature africane, e la causa principale di questa rumorosa invasione è, anche questa volta, l’immondizia.

“Con la siccità – dice Marco Arculeo, docente di Zoologia dell’Università di Palermo – tutto ciò di cui normalmente si nutrono i cinghiali quando la vegetazione è rigogliosa come tuberi, radici, bacche ed erbe viene a mancare, il terreno è più duro da scavare, e così questi animali si spingono verso valle dove possono trovare del cibo. Si nutrono di tutto quello che trovano, è una necessità, occorre pertanto fare un censimento e abbatterli o catturarli con strumenti adeguati. Per i gabbiani è diverso – spiega Arculeo – loro si sono abituati a vivere in città, rovistare nella spazzatura e nutrirsi di quello che noi eliminiamo. Basti pensare che a Isola delle Femmine le grosse concentrazioni di gabbiani non cercano alimento nell’isolotto, bensì nella vicina e sempre più grande discarica di Bellolampo. È un paradosso. La nostra città poi offre ai gabbiani anche una serie di posti sicuri in cui nidificare indisturbati – conclude – con i piccoli che crescono come dei veri e propri gabbiani urbani, che hanno perso ogni contatto con il mare”. È il caso di mamma gheppio che, appena qualche settimana fa, ha deciso di far nascere i suoi pulcini in un attico di via delle Alpi, suscitando la curiosità dei residenti.

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