Di Maio ad Harvard, il relatore: “Primo populista di destra a parlare qui”. E un ricercatore lo critica: “Non ha finito l’università”

Un’ora e mezza di confronto, a tratti acceso, con domande serrate del pubblico, alcune critiche e alcuni elogi, e pure una contestazione. Volendo usare poche parole si può sintetizzare così la lezione di Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, chiamato a parlare all’università di Harvard dagli studenti di Yes Europe Lab. “È il primo esponente della destra populista e conservatrice qui ad Harvard – ha detto presentandolo il professor Archon Fung – è raro come avere un comunista o un unicorno“. Invitato all’Ash Center for democratic Governance and innovation, nella Kennedy School di Harvard, Di Maio ha letto prima il suo intervento in inglese, per poi passare circa un’ora a rispondere a una serie di interventi e quesiti della platea. Alcuni molto severi. Un ricercatore, ad esempio, ha accusato la “nuova classe politica del Movimento 5 stelle” di avere una scarsa preparazione culturale e di essere quindi impreparata a governare. “Lei – si è rivolto a Di Maio – è qui a parlare in questo ‘tempio dell’educazione’ e non ha nemmeno terminato il suo percorso di studi all’università”. “Penso  – ha replicato il vicepresidente della Camera – di essere uno di quelli che rappresentano una forza politica che voleva avere più tempo per formarsi, per crescere, per provare a governare questo Paese. Ma visto che gli ‘esperti‘, quelli preparati, lo hanno ridotto in queste condizioni, non ha tempo per riuscire a organizzarsi con lentezza e per questo molti di noi hanno lasciato la vita che facevano e hanno deciso di impegnarsi in prima persona per provare a cambiare le cose”.  Nel video alcuni momenti estratti dalla diretta Facebook pubblicata sulla pagina dell’Università.

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