Consip, Renzi sulla telefonata con il padre: “Ribadita la mia serietà, le intercettazioni mi fanno un regalo”

“Ribadita la mia serietà”. “E’ una gogna mediatica, ma le intercettazioni pubblicate mi fanno un regalo”. Poche ore dopo la pubblicazione del Fatto Quotidiano della conversazione tra Matteo Renzi e il padre Tiziano sulla vicenda Consip, anticipazione del libro di Marco Lillo “Di padre in figlio”, è lo stesso ex presidente del Consiglio a scegliere di replicare su Facebook. “Questa mattina”, ha scritto, “Il Fatto pubblica con grande enfasi delle intercettazioni tra me e mio padre. Nel merito ribadiscono la mia serietà visto che quando scoppia lo scandalo Consip chiamo mio padre per dirgli: ‘Babbo, questo non è un gioco, devi dire la verità, solo la verità’”. “Politicamente le intercettazioni mi fanno un regalo. La pubblicazione è come sempre illegittima. La pubblicazione è come sempre illegittima ed è l’ennesima dimostrazione di rapporti particolari tra alcune Procure e alcune redazioni. Ma non ho alcun titolo per lamentarmi: non sono il primo a passare da questa gogna mediatica. Anzi: ad altri è andata peggio. Qualcuno si è tolto la vita, qualcuno ci ha rimesso il lavoro”. Quindi ha aggiunto: “Umanamente mi feriscono perché in quella telefonata sono molto duro con mio padre. E rileggendole mi dispiace, da figlio, da uomo. Da uomo delle istituzioni, però, non potevo fare diversamente”.

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