Codice Antimafia, respinta richiesta di sospendere l’esame della riforma. Ap dà libertà di voto al Senato

Area popolare ha prima chiesto di sospendere l’esame della riforma del Codice antimafia, e, dopo che la proposta è stata bocciata, ha dato libertà di voto ai suoi. “Bene”, ha commentato il ministro degli Esteri di Ap Angelino Alfano. “I molti di noi che non lo condividono potranno in piena tranquillità non votare questo provvedimento. Dobbiamo ascoltare le autorevolissime e perplesse opinioni dei tanti operatori del diritto che si sono espressi in questi giorni. Alla Camera chiederemo robusti cambiamenti”. Il provvedimento introduce tra le altre cose il sequestro dei beni, già previsto per i mafiosi anche alle persone accusate di una serie di reati contro la pubblica amministrazione. Nel merito è stato criticato anche dal presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. Negli ultimi giorni però sono aumentate le critiche dell’opposizione, dopo che il Pd con un emendamento ha fatto passare la modifica secondo cui le misure preventive possono scattare solo se i reati sono commessi in forma associativa.

Oggi intanto è ripreso l’esame del testo e l’Aula di Palazzo Madama ha respinto la richiesta di sospensione avanzata dal presidente dei senatori di Federazione della Libertà Gaetano Quagliariello. La votazione è avvenuta per alzata di mano. Quagliariello aveva chiesto lo stop dell’esame richiamandosi all’articolo 93 del Regolamento cioè per fatti sopravvenuti. Il parlamentare faceva riferimento a nuovi pareri di costituzionalisti che hanno espresso perplessità sul provvedimento. In più, Quagliariello ha lamentato il fatto che in commissione Giustizia non fosse stato “audito il responsabile dell’Anticorruzione Raffaele Cantone“.

Il gruppo alfaniano di Alleanza Popolare ha quindi deciso di lasciare libertà di voto. La comunicazione è arrivata dalla presidente del gruppo Laura Bianconi. “Sono stupita – ha detto Bianconi – che dopo due anni che il Codice Antimafia è all’esame del Parlamento i colleghi parlamentari si siano svegliati soltanto adesso. In particolare riguardo l’articolo 1, quello che riguarda l’estensione delle misure di prevenzione anche per i reati attinenti alla P.A., è bene ricordare che l’opposizione non ha presentato alcun emendamento. Così come è sospetto il fatto che molti giuristi soltanto in questi giorni abbiano ritenuto di dover intervenire sul tema rilasciando dichiarazioni ed interviste molto critiche”. “Il provvedimento giunto dalla Camera – ha aggiunto – era profondamente peggiore rispetto al testo che sarà approvato dal Senato, e proprio grazie all’inteso lavoro svolto qui a Palazzo Madama il testo è migliorato in molti punti. Perciò, consiglio ai colleghi della Camera di essere più attenti quando esaminano provvedimenti importanti, come quello che stiamo oggi discutendo in Aula, che inoltre intervengono in maniera così decisa nella vita dei cittadini”.

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