Asti, dopo le polemiche il neo-sindaco Fi rinuncia alla poltrona di vicepresidente della Cassa di Risparmio

Il sindaco banchiere ha deciso. Ad Asti, tra le due cariche, Maurizio Rasero ha deciso di tenere quella di primo cittadino e abbandonare la poltrona da vicepresidente della Cassa di risparmio. Lo ha annunciato lui stesso venerdì  29 settembre con una conferenza stampa a tre mesi dalla sua elezione: “Ho sempre detto già dalla campagna elettorale che lo avrei fatto”. In realtà nel corso della campagna elettorale Rasero, candidato di Forza Italia, non aveva mai affermato con chiarezza l’intenzione di lasciare il suo ruolo nell’istituto di credito cittadino: “Non sono cariche incompatibili”, dichiarava a inizio giugno a Il Fatto quotidiano.

Il M5s di Asti, che da tempo conduce una campagna contro i conflitti di interessi tra la politica e la banca cittadina, prende atto della sua decisione che arriva “con grave ritardo”: “Tale azione di trasparenza sarebbe dovuta avvenire spontaneamente, se non prima, almeno contestualmente all’insediamento in municipio”. Nell’attesa gli esponenti del Movimento avevano incontrato il prefetto e stavano preparando un’azione civile affinché il tribunale si pronunciasse sull’incompatibilità delle cariche, come avvenuto con il predecessore di Rasero, il dem Fabrizio Brignolo. Il quel caso il politico Pd era sindaco di Asti e anche presidente della Provincia, il cui servizio di tesoreria era affidato alla Cassa di risparmio di Asti, di cui Brignolo era consigliere. Per il tribunale era una violazione del Testo unico degli enti locali, ragione per cui era stato fatto decadere dalla poltrona della Provincia. Pochi mesi dopo, prima che il tribunale decidesse su un’altra azione promossa dai consiglieri grillini con l’avvocato Alberto Pasta, il primo cittadino Pd si era dimesso dal cda. Nei confronti di Rasero, invece, sono state intraprese anche altre strade, come le segnalazioni inviate all’Anac, le denunce all’organismo di vigilanza della Cassa di risparmio e quelle del deputato Paolo Niccolò Romano all’Organo ispettivo della Banca d’Italia per via della presunta violazione del codice etico della banca.

Da quanto ha detto ieri il sindaco Rasero nel corso della conferenza, lui ha presentato la lettera di dimissioni dal cda della Cassa di risparmio il 27 luglio, più di due mesi fa: “C’erano degli adempimenti che sia io sia la banca dovevamo rispettare”, ha spiegato alle pagine locali de La Stampa. Poi ha aggiunto: “Chiariamo che non esiste una questione di legittimità: avrei tranquillamente potuto continuare a fare le due cose”. Adesso, dopo le dimissioni, riprenderà a percepire lo stipendio da primo cittadino a cui aveva rinunciato nei primissimi mesi, quando ancora era vicepresidente della banca. Per il M5s di Asti questa è una vittoria “per tutti i cittadini che ora finalmente non avranno più un Sindaco pagato da una banca”.

Twitter @AGiambart

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