Assemblea Pd, Renzi proclamato segretario. Orlando non voterà reincarico a Orfini

Matteo Renzi proclamato segretario. Ha preso il via con l’inno di Mameli l’assemblea nazionale del Partito democratico. Ligabue come colonna sonora e il tricolore a far da sfondo. In platea presenti il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, il segretario del PD Matteo Renzi e i due sfidanti alla segreteria Andrea Orlando e Michele Emiliano. I lavori si sono aperti con un applauso al premier Gentiloni. La nuova assemblea si riunisce per la prima volta dopo le primarie per proclamare il segretario, eleggere il presidente e la direzione. Confermati i dati sulle primarie filtrati nei giorni scorsi.

Sono stati eletti 700 delegati delle liste collegate a Renzi, 88 delegati nelle liste di Emiliano e 212 nelle liste di Orlando. In assemblea nazionale 449 donne e 551 uomini. Sono i dati ufficiali del congresso Pd, letti dal capo della commissione congresso Roberto Montanari all’assemblea riunita all’Hotel Marriott.

L’esito incorona Renzi tra gli applausi ma dallo sconfitto Orlando, che aveva contestato la conferma di Orlando alla presidenza filtra il niet su Matteo Orfini:  i suoi delegati non voteranno il reincarico di di presidente. Un’ipotesi che era nell’aria e che è stata confermata questa mattina nella riunione dell’area Orlando prima dell’avvio dell’assemblea dem al Marriott.

Il discorso di Renzi

Visibilmente soddisfatto, Renzi parte dall’autoanalisi.  “Grazie a chi oggi si rimette in cammino. Cinque mesi fa, il 7 dicembre, concludevo l’assemblea Pd dimettendomi da premier”. Questa è “l’esperienza di un popolo che si rimette in gioco. Questo è un popolo che non ha paura di ripartire e di rimontare mettendo al centro una comunità politica che cerca di fare il bene dell’Italia”.

“In 5 mesi nel Pd ne sono successe di tutti i colori: abbiamo assistito a polemiche, litigi, scissioni, dando l’impressione di una comunità che sa solo litigare tradendo lo straordinario messaggio che il nostro popolo ci dà e ci ha ridato nelle primarie: non ha vinto Renzi nè Orlando nè Emiliano, ma la comunità che crede che la politica è una cosa seria, un Pd che non litiga, non si scinde, non è luogo dove tutti sparano contro il quartiere generale”.

“Il Pd- aggiunge- non può accettare di essere un luogo in cui tutti sparano contro il quartier generale sperando di avere visibilità. La gente non vuole da noi polemiche, ma proposte”.

“Staremo insieme fino al 2021, pensate un pò… Vorrei garantirvi che non ci vedremo tutti i giorni, ma molto più di quel che pensate e meno di quel che qualcuno spera. Fermiamoci un secondo, visto che è la prima volta. Diciamoci parole di verità: chi siamo noi oggi? O lo capiamo o perdiamo la ragione dello stare assieme. Dopo un viaggio così faticoso e tanta polemica vorrei partire dicendo grazie dal profondo del cuore ad Andrea Orlando e Michele Emiliano”.

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