Antifascismo, proposta Fiano approvata alla Camera: ora il ddl passa al Senato

La norma che introduce nel codice penale il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista è passata alla Camera. La proposta di legge a prima firma di Emanuele Fiano (Pd) è stata approvata a Montecitorio con 261 sì, 122 no e 15 astenuti. Ora il ddl passa al Senato. Il testo aveva provocato polemiche già dopo la prima discussione in Aula a luglio, quando i deputati M5s l’avevano definito “liberticida“. Ma è una legge che non piace soprattutto alle destre. A partire dalla Lega Nord e da Matteo Salvini: “Nel 2017 non ha senso il reato di opinione – aveva detto il segretario del Carroccio due mesi fa – un conto sono le minacce, gli insulti o l’istigazione al terrorismo, altra cosa sono le idee, belle o brutte, che si possono confutare ma non arrestare. Le idee non si processano, via la legge Mancino“.

La legge Mancino e la proposta Fiano
La legge Mancino – che è vigente dal 1993 – sanziona i comportamenti legati all’ideologica nazifascista che incitano alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, religiosi o altri ancora. Cosa ancora diversa è l’apologia del fascismo prevista dalla legge Scelba del 1952 e punisce chi “promuove ed organizzi sotto qualsiasi forma, la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche”.

Cosa prevede invece la proposta di legge del Pd? Prevede l’introduzione nel codice penale dell’articolo 293 bis per punire “chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco”. La pena prevista è tra 6 mesi e 2 anni. Come spiegano alcuni parlamentari democratici, insomma: basta saluto romano, gadget nostalgici e varia merce delle stessa categoria. “Con aggravante se tutto questo viene attuato attraverso strumenti telematici o informatici” quindi attraverso il web. Qui dentro sono intese anche produzione, distribuzione, diffusione o vendita di gadget che raffigurino persone, immagini o simboli chiaramente riferiti al nazi-fascismo. Sarà reato anche richiamare pubblicamente la simbologia o la gestualità di quei partiti in maniera inequivoca (è il caso del saluto romano)  e il delitto sarà aggravato (con la pena aumentata di un terzo) se la la propaganda del regime fascista e nazifascista sarà commessa attraverso strumenti telematici o informatici.

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