Antifascismo, il M5s: “La legge del Pd è liberticida”. Renzi: “No, quello era il fascismo”. Fdi: “Restano comunisti”

La legge che introduce il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista è “liberticida“. Lo sostengono i deputati M5s che in commissione alla Camera bocciano così la proposta di legge a prima firma di Emanuele Fiano (Pd). Il provvedimento sarà in Aula da oggi a Montecitorio. Al M5s risponde Matteo Renzi: “Liberticida era il fascismo – replica l’ex presidente del Consiglio – non la legge sull’apologia di fascismo. Bisogna dirlo al M5s: era il fascismo liberticida. Almeno la Storia!”. Una polemica che si accende mentre a Chioggia la Digos è dovuta intervenire in uno stabilimento balneare dove tutto era “colorato” – diciamo così – con simbologie e parole d’ordine mussoliniane e alcuni giorni dopo la festa per il ritorno in serie A del Verona, durante la quale un organizzatore ha detto al microfono che tutto questo è stato possibile grazie “ad Adolf Hitler“.

Secondo i Cinquestelle il testo riduce la libertà perché, spiegano i parlamentari in un parere scritto depositato in commissione, vengono punite “anche condotte meramente elogiative o estemporanee che, pur non essendo volte alla riorganizzazione del disciolto partito fascista, siano chiara espressione della retorica di tale regime o di quello nazionalsocialista tedesco”. E invece, sostengono i Cinquestelle, “la Cassazione ha confermato che l’idoneità lesiva della condotta viene in rilievo solo in quanto realizzata nel corso di pubbliche riunioni o manifestazioni, non anche in un ambito privato e ciò ha correttamente determinato, ad esempio sulla punibilità ‘saluto romano’, pronunciamenti da parte dei giudici di merito con sentenze di senso diverso a seconda dei casi, senza arbitrari automatismi“.

Renzi risponde: “Non sono d’accordo su questa legge. Rispettiamo le opinioni altrui. Ma hanno scritto che questa legge è liberticida“. “Amici, intendiamoci bene – continua il segretario del Pd – Liberticida era il fascismo, non la leggi sull’apologia del fascismo. Liberticida era il fascismo, ripetiamolo, fa bene. Perché le parole sono importanti. Si può non conoscere la geografia. Ma non si può ignorare la storia. Non si può riscriverla. Ognuno voti come gli pare. Ma liberticida era il fascismo e sarà bene dirlo ad alta voce tutti insieme”.

L’ex capo del governo ricorda che il testo in discussione è firmato da Emanuele Fiano, che “sa bene che cosa significa il fascismo, lo conosce sulla sua pelle. E sulla pelle di suo padre, Nedo, sopravvissuto ai campi di sterminio, con il numero ancora tatuato sul braccio“. Nedo Fiano oggi ha 92 anni e nei decenni scorsi è stato uno dei più noti testimoni dell’orrore dei lager nazisti: per quasi 40 anni ha girato le scuole di tutta Italia per raccontare la sua esperienza personale.

Dopo l’uscita del leader democratico il M5s si limita a sottolineare che “l’antifascismo è un valore fondante della nostra Costituzione e del nostro Paese. Un principio che non può mai essere dimenticato né messo in discussione, rispetto al quale non è neppure ipotizzabile un passo indietro. Gli attacchi odierni nei nostri confronti che provengono dal Pd sono puramente strumentali. Non permettiamo a nessuno di mettere in discussione principi fondanti della nostra storia e della nostra identità”.

Nel merito, intanto, la pensano come i Cinquestelle anche le destre. Fratelli d’Italia – che prosegue la tradizione di Alleanza Nazionale – sostiene con il capogruppo a Montecitorio Fabio Rampelli che è “strabiliante” che “il Pd alzi la canizza sulla pericolossima minaccia” proprio alla vigilia dell’uscita del libro di Renzi. La minaccia, aggiunge Rampelli, “non è il terrorismo islamico, non è l’immigrazione: è il fascismo”. Per Rampelli è un “unico reato d’opinione perché si potrà impunemente inneggiare a Stalin e a Osama Bin Laden. La verità è che taluni personaggi del Pd restano profondamente illiberali, faziosi e comunisti dentro”. “Perché non introdurre in legge Fiano anche apologia comunismo? – aggiunge su Twitter il capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta – Storia va letta a 360 gradi, non in unica direzione”. Una risposta è nella Costituzione.

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