Abolizione vitalizi non è ancora calendarizzata. M5s: ‘Pur di mantenere il privilegio, Pd affossa la sua stessa legge’

Abolire i vitalizi dei parlamentari? Ripassare a ottobre (forse). L’iter per l’approvazione del ddl Richetti (Pd) resta impantanato in commissione Affari Costituzionali del Senato. Quando su richiesta del M5s si è trattato di indicare una data per l’arrivo in aula, infatti, i partiti hanno evitato di esprimersi, così come accaduto per lo ius soli. La colpa di questa frenata, almeno a sentire il Movimento 5 Stelle, è tutta da attribuire a chi quel disegno di legge lo aveva presentato, incassando peraltro il parere favorevole della Camera prima della pausa estiva. “Adesso è chiaro a tutti: il Pd ha preso ancora una volta in giro i cittadini. Non vogliono abolire i vitalizi” ha attaccato il senatore grillino Vito Crimi, a cui ha immediatamente risposto il capogruppo dem in commissione Giorgio Pagliari. Che, ricordando come il provvedimento arriverà domani in commissione Affari Costituzionali, ha sottolineato al collega che “i disegni di legge, per approdare all’esame dell’Aula, devono essere prima esaminati e approvati nella Commissione di competenza”. Una mezza verità. Perché se è vero, come è vero, quanto detto da Pagliari, d’altro canto senza prevedere una data d’arrivo in aula per un provvedimento le discussioni in commissioni possono procedere all’infinito. Nel caso dei vitalizi, il rischio è esattamente questo. Da qui gli attacchi del Movimento 5 Stelle. Era luglio, del resto, quando da Montecitorio arrivò il via libera al provvedimento. Da allora e a più riprese, i grillini ne hanno chiesto la calendarizzazione in aula al Senato: prima è stata rimandata alla ripresa dei lavori e ora a data da destinarsi, visto che nelle prossime tre settimane – al pari dello ius soli – non approderà a Palazzo Madama. Eppure il provvedimento è arrivato in commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama lo scorso primo agosto. Nel frattempo, però, il 15 settembre matureranno i vitalizi per i componenti della legislatura in corso.

Il primo a sottolineare la questione è stato il capogruppo grillino al Senato: “Tutti i partiti difendono i vitalizi. Durante la conferenza dei capigruppo che ha deciso il calendario delle prossime tre settimane ho proposto la calendarizzazione in aula dell’abolizione dei vitalizi, approvata alla Camera ai primi di agosto. Tutti i rappresentanti dei partiti, dal Pd alla Lega passando per Forza Italia e Mdp sono stati muti come pesci snobbando di fatto la proposta di calendarizzazione. Un silenzio che dimostra la loro volontà di affossare la legge Richetti” ha detto Enrico Cappelletti.

A stretto giro la nota dei deputati grillini della commissione Affari Costituzionali di Montecitorio: “Il Pd e i vecchi partiti gettano la maschera e dimostrano che non hanno nessuna intenzione di rinunciare al privilegio – hanno scritto – Infatti, la decisione odierna della capigruppo di Palazzo Madama, di non calendarizzare la pdl sull’abolizione dei vitalizi per l’Aula del Senato, è l’ennesima dimostrazione che la casta continua a prendere in giro i cittadini e che non ha nessuna intenzione di farsi tagliare la pensione privilegiata. Il Pd parte con il piede sbagliato – hanno aggiunto -perché, per approvare questa proposta di legge, sarebbero bastati pochi giorni. Questa decisione è una vergogna a firma Pd, che ha l’intenzione di affossare e insabbiare una proposta del Pd, che è stata approvata alla Camera solo grazie alle continue pressioni del MoVimento 5 Stelle – hanno sottolineato – ed è anche uno schiaffo ai molti italiani che hanno grosse difficoltà economiche. Noi, comunque, non ci arrendiamo – è la conclusione degli esponenti pentastellati – non molliamo e continueremo a batterci affinché l’abolizione dei vitalizi diventi legge”.

Sulla stessa linea d’onda il senatore Vito Crimi, che ha sottolineato come il Pd “anziché appoggiare e sostenere tale richiesta (di calendarizzazione, ndr) e approvare la loro stessa proposta, ha votato no. È la chiara conferma di quanto già sospettavamo e cioè: che sia il PD che i partiti come Lega e Forza Italia vogliono tenersi la pensione privilegiata. Evidentemente – ha concluso Crimi -si sentono diversi da tutti gli altri cittadini, quelli a cui si applica la Fornero, che vanno in pensione a 67 anni e che spesso non prendono nemmeno 1.000 euro al mese dopo 40 anni di lavoro. Vergognatevi“.

La risposta del Partito Democratico alle accuse pentastellate è stata affidata, come detto, a Giorgio Pagliari: “Constato che il senatore Crimi, da buon pentastellato, pensa che la politica si faccia con le falsità e le mistificazioni – ha detto il capogruppo Pd in commissione Affari Costituzionali – Oggi, a nome del Pd, ho chiesto l’immediata calendarizzazione del disegno di legge sui vitalizi nella Commissione Affari costituzionali del Senato. E il presidente della Commissione ha fissato per domani alle 14.30 l’inizio dell’iter. Crimi – ha sottolineato – sa benissimo che i disegni di legge, per approdare all’esame dell’Aula, devono essere prima esaminati e approvati nella Commissione di competenza. Dunque, il collega del M5s sta solo facendo propaganda e demagogia”. “Quel che è accaduto oggi in Senato è che il Pd ha fatto calendarizzare per domani il disegno di legge sui vitalizi nella Commissione Affari Costituzionali – ha detto il senatore Francesco Russo, segretario d’Aula del gruppo del Pd – che comincerà quindi subito l’esame, come prevede il regolare iter di ogni provvedimento. A mancare sono invece i voti del M5s sul disegno di legge sullo ius soli, una legge di civiltà che farebbe fare un passo avanti all’Italia. Quello che il Movimento di Grillo non vuole”.

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